Pfizer, si del Tar al differimento per il richiamo: 35 giorni dopo la prima inoculazione

Pfizer, si del Tar al differimento per il richiamo: 35 giorni dopo la prima inoculazione

Lo slittamento da 3 a 6 settimane della seconda dose sarebbe in grado di non fare danni alla popolazione da sottoporre a vaccinazione


ITALIA – Arriva l’ok al differimento del Tar per il richiamo del vaccino anti-covid Pfizer 35 giorni. Il Tribunale in via preliminare ha evidenziato nelle sentenze come la motivazione alla base dei provvedimenti impugnati sia stata quella di ampliare il più possibile lo spettro dei soggetti da sottoporre a prima vaccinazione. Il Tar parla di alcuni organismi internazionali e di diversi pareri scientifici, secondo cui lo slittamento da 3 a 6 settimane della seconda dose sarebbe in grado di non fare danni alla popolazione da sottoporre a vaccinazione.

LE DICHIARAZIONI DEL TAR

I giudici amministrativi hanno osservato che non sussiste alcun difetto d’istruttoria nella decisione contestata: “La censura risulta per tabulas smentita ove soltanto si consideri che l’Organizzazione Mondiale della Sanità, con proprie raccomandazioni dell’8 gennaio 2021, aveva già ampiamente affermato che, proprio nell’obiettivo di ampliare al massimo il
numero di soggetti da sottoporre a prima vaccinazione, l’intervallo tra le due dosi di vaccino Pfizer potrebbe essere esteso fino a 42 giorni e ciò anche sulla base di dati e di fattori clinici attualmente disponibili” ha scritto il Tar.

LA RISPOSTA AI RICORRENTI

In risposta ai ricorrenti che sostenevano che il foglio illustrativo del vaccino raccomandasse la somministrazione della seconda dose dopo tre settimane, i giudici hanno risposto ritenendo prevalente la testi del Cts. Secondo il Tar la tesi dei ricorrenti si baserebbe “unicamente su quanto riportato nel foglietto illustrativo del farmaco stesso”. Foglietto che da solo una mera raccomandazione e non una controindicazione.