Reddito di emergenza, via alle domande dal 1 luglio: ecco a chi spetta e tutte le novità

Reddito di emergenza, via alle domande dal 1 luglio: ecco a chi spetta e tutte le novità

Il decreto Sostegni bis introduce un unico cambiamento nei requisiti; il punto della situazione


NAZIONALE – Pubblicate dall’INPS le indicazioni relative alla presentazione della domanda del Reddito di Emergenza, secondo quanto previsto dal decreto Sostegni-bis. Si tratta delle quote spettanti per i mesi di di giugno, luglio, agosto e settembre 2021, ai nuclei familiari che, all’atto della domanda, sono in possesso dei requisiti per il valore del reddito familiare, che deve essere riferito al mese di aprile 2021. Le domande devono essere presentate, per via telematica, dall’1 al 31 luglio 2021.

Attraverso l’approvazione del nuovo decreto Sostegni bis sarà infatti allungato di ulteriori quattro mensilità: giugno, luglio, agosto e settembre. E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il testo definitivo del decreto Sostegni bis, in cui spicca l’articolo 36 che annuncia la proroga per altre quattro mensilità del Rem 2021, a seguito delle prime tre introdotte dal decreto Sostegni del 23 marzo.

Reddito di emergenza fino a settembre, ecco a chi spetta

Il decreto Sostegni bis introduce un unico cambiamento nei requisiti: il reddito familiare sarà quello relativo al mese di aprile 2021 e non più al mese di febbraio.

Nel dettaglio i candidati dovranno soddisfare i seguenti requisiti:

  • residenza in Italia al momento della domanda, verificata con riferimento al solo componente richiedente il beneficio;
  • un valore del reddito familiare con riferimento al mese di aprile 2021 inferiore a una soglia pari all’ammontare del beneficio;
  • un valore ISEE, attestato dalla DSU valida al momento di presentazione della domanda, inferiore a 15 mila euro.
  • un valore del patrimonio mobiliare familiare con riferimento all’anno 2020 (verificato al 31 dicembre 2020) inferiore a 10 mila euro. La soglia aumenta di 5 mila euro:
    • per ogni componente successivo al primo (fino a un massimo di 20 mila euro);
    • in presenza di un componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza come definite ai fini ISEE.