Scacco al clan Orlando di Marano: 7 persone arrestate per riciclaggio, autoriciclaggio e turbativa d’asta

Scacco al clan Orlando di Marano: 7 persone arrestate per riciclaggio, autoriciclaggio e turbativa d’asta

L’operazione si inserisce in un’attività di indagine sul traffico di droga tra l’area nord di Napoli e la Sardegna


MARANO – Scacco al clan Orlando di Marano. Questa mattina i militari del Gico di Cagliari, coordinati dai magistrati della Dda di Napoli, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 7 persone considerate dagli inquirenti legate al sodalizio criminale maranese.

Nell’operazione anche 13 indagati ed un maxi sequestro di beni, tra cui terreni, immobili e un’azienda. Nei loro confronti l’accusa è quella di intestazione fittizia di beni, con l’aggravante mafiosa per aver favorito il clan egemone nell’area nord di Napoli.

L’inchiesta è partita da un’indagine sul traffico di droga tra Marano e la Sardegna: le attività dei militari proseguiranno senza sosta per verificare se possano esserci altre persone coinvolte all’interno dell’organizzazione.

Questo il dettaglio dell’operazione con i NOMI degli arrestati

Nella mattinata odierna, i finanzieri dei Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Cagliari e Napoli e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO) hanno eseguito, nell’hinterland partenopeo, 7 misure cautelari disposte dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

I provvedimenti nei confronti di DEL PRETE Luigi (cl. 1990) e DE LUCA Carlo (cl. 1987), entrambi già detenuti, in carcere, in quanto ritenuti gravemente indiziati della commissione dei reati di cui agli artt. 110, 81, 512-bis c.p. (trasferimento fraudolento di valori), 648-bis c.p. (riciclaggio) e 648-ter.1 c.p (autoriciclaggio), con l’aggravante, per tali due indagati, prevista dall’art. 416-bis 1 c.p. nella duplice forma del “metodo mafioso” e della “finalità agevolatrice del sodalizio denominato clan Orlando”.

Contemporaneamente, per le medesime ipotesi di reato, è stata data esecuzione alla misura degli arresti domiciliari nei confronti di PORTARAPILLO Pasquale (cl. 1965) e PANELLA Domenico (cl. 1980), quest’ultimo per il solo delitto di cui all’art. 353 c.p. (turbata libertà degli incanti), per aver interferito sul regolare svolgimento di un’asta giudiziaria in una procedura esecutiva immobiliare, determinando un rialzo del prezzo di vendita di un appartamento sito in Marano, onde impedirne l’acquisto da parte di una persona che vi partecipava in buona fede.

Infine, SIMEONE Michele (cl. 1979), DI MEO Ilaria (cl. 1987) e HALYCH Kateryna (cl. 1985 – per il solo delitto di cui all’art. 512 c.p.), sono stati raggiunti dalla misura cautelare dell’obbligo della presentazione alla polizia giudiziaria. I provvedimenti cautelari scaturiscono da indagini coordinate dalla Procura di Napoli, avviate a partire dal mese di aprile 2019 nei confronti di un gruppo di narcotrafficanti, composto da soggetti campani e sardi, che aveva organizzato il trasporto di ingenti quantitativi di hashish sull’asse Napoli-Medio Campidano.

L’esame della documentazione acquisita nel quadro delle cennate indagini e l’arricchimento delle stesse attraverso accertamenti bancari e patrimoniali ha consentito di ricostruire molteplici e sistematiche operazioni di acquisto di beni mobili e immobili (anche mediante la turbata libertà degli incanti in procedure esecutive), nonché di attività commerciali, compiute tra il 2014 e il 2018, riciclando e reimpiegando i proventi dei reati commessi e intestandoli a compiacenti prestanome.

Questi ultimi sono risultati totalmente asserviti agli illeciti affari del principale indagato, Del Prete Luigi, inserito nel sodalizio camorristico degli “Orlando”, egemone nel Comune di Marano (NA), con i cui plenipotenziari egli intratteneva frequenti e stabili rapporti. Gli indagati, al fine di “schermare” i beni illecitamente acquistati hanno, altresì, impiegato una persona fisica nell’acquisto di un immobile da una società riconducibile al cognato dei fratelli – di diverso cognome per errori dell’Anagrafe – Nuvoletta Antonio e Nuvoletta Filippo, alias O’ Cecato, esponenti di spicco
dell’omonimo sodalizio camorristico (clan Nuvoletta).