Bagnoli, ombrelloni e sdraio sulla spiaggia interdetta e non balneabile: sequestrato lido abusivo

Bagnoli, ombrelloni e sdraio sulla spiaggia interdetta e non balneabile: sequestrato lido abusivo

La spiaggia di Bagnoli potrà tornare ad essere balneabile solo al termine delle bonifiche dell’ex Italsider


NAPOLI, BAGNOLI – Un lido abusivo realizzato sulla spiaggia di Bagnoli interdetta al pubblico e non balneabile. Con tanto di ombrelloni, lettini e sedie sdraio. Per farlo, hanno occupato tre diverse aree demaniali marittime dell’arenile di Bagnoli-Coroglio, per circa 40 metri quadrati piazzando gli arredi in un’area interdetta al transito di persone e mezzi e assolutamente vietata sia per fare il bagno, che per installare stabilimenti o imprese balneari. Il 10 giugno scorso era già intervenuta la Capitaneria di Porto, che aveva disposto il sequestro penale a carico di ignoti, convalidato dal Tribunale di Napoli il 17 giugno, di tutte le aree occupate e degli arredi installati.

L’Autorità Portuale di Napoli adesso ha ordinato anche lo sgombero delle aree occupate illegalmente, non appena sarà autorizzato il dissequestro dal Tribunale, entro 20 giorni, rimuovendo tutte le strutture e gli arredi e ripristinando lo status quo. Scaduti i termini provvederà la stessa Autorità a liberare le aree in danno degli occupanti, adoperandosi per individuare i responsabili al fine del recupero dei corrispettivi, degli indennizzi, delle tasse e delle spese per l’occupazione abusiva.

La spiaggia di Bagnoli potrà essere balneabile solo al termine delle bonifiche dell’ex Italsider. Il Comune di Napoli, intanto, negli scorsi giorni ha restituito oltre 40 milioni di euro al Commissario di Governo per le bonifiche di Bagnoli-Coroglio mai fatte. È quanto rimane dei 50 milioni del Ministero dell’Ambiente per il risanamento dell’ex area Italsider trasferiti al Municipio nel 2011. In 10 anni non sono mai stati usati. Il Commissario a maggio ha diffidato il Comune a trasferire tutte le risorse non utilizzate entro il 31 dicembre 2020, quando è scaduto l’Accordo di Programma stipulato nel 2015 tra Comune e ministero dell’Ambiente, durante il Governo Renzi. Il commissario, infatti, ha minacciato in caso contrario minacciando di ricorrere in Tribunale.

Fonte: Fanpage