Capri, tragedia nella tragedia: Rosaria, la compagna di Emanuele, perde il figlio che aspettava

Capri, tragedia nella tragedia: Rosaria, la compagna di Emanuele, perde il figlio che aspettava

La giovane donna ha iniziato a stare male subito dopo aver appreso della morte del compagno, deceduto nel tragico incidente alla guida del bus


CAPRI/NAPOLI – Non è riuscita superare la morte improvvisa del compagno. Rosaria Ardita – la compagna dell’autista Atc scomparso nel terribile incidente, avvenuto sull’isola di Capri lo scorso 22 luglio – ha perso il bambino che portava in grembo da qualche mese. Era stato lo stesso Emanuele ad annunciare la sua gravidanza agli amici su Facebook poche settimane prima di trovare la morte, mentre era alla guida del pullman, precipitato nella scarpata tra il beach club Da Gemma e il corridoio di accesso alla spiaggia libera di Marina Grande. «Aumentano i Melillo», aveva scritto completando il post con una serie di emoticon che testimoniavano la sua gioia nel diventare di nuovo papà. Rosaria ed Emanuele erano appena andati a convivere

Il malessere

La giovane donna ha iniziato a stare male subito dopo aver appreso della morte del compagno, che aveva già una figlia da una precedente relazione. A confermare la notizia è stata Giovanna Cacciapuoti, l’avvocato penalista che sta assistendo la famiglia Melillo, che ora si è chiusa nella sua disperazione. «Stiamo provando un dolore immenso che ogni giorno diventa ancora più straziante» – ha commentato la sorella di Emanuele, Amalia Melillo – «mia madre è devastata. Non riusciamo neanche più a parlarne tra di noi, siamo distrutti da quanto è successo a mio fratello. Emanuele aveva ancora molte cose da fare, tanti progetti con la sua compagna. Un figlio, un fratello, un padre di famiglia non può alzarsi la mattina per recarsi al lavoro e andare incontro alla morte. Vogliamo sapere la verità su come è morto Emanuele, ci batteremo per questo».
L’elicottero per rimuovere il bus

Intanto, mentre le indagini continuano senza sosta e un pool di tecnici sta mettendo a punto il cronoprogramma per rimuovere la carcassa del bus dalla spiaggia di Marina Grande (non si esclude l’uso di un elicottero), nella clinica Pineta Grande di Castel Volturno, a Caserta, sono stati effettuati gli ultimi esami istologici sul materiale organico del muscolo cardiaco e dell’encefalo prelevati dal corpo della vittima. Erano presenti i consulenti della Procura e della famiglia, la penalista Giovanna Cacciapuoti e gli avvocati Luca Marangio e Antonella Giglio. I test di ieri mattina serviranno ad escludere patologie occulte che avrebbero potuto causare la morte dell’autista napoletano che, secondo i primi accertamenti, non avrebbe avuto un malore come, invece, si era inizialmente ipotizzato. E sono stati fissati anche i funerali, dopo il via libera del sostituto procuratore di Napoli Giuseppe Tittaferrante che ha disposto la restituzione della salma alla famiglia. Si terranno martedì prossimo, 3 agosto alle ore 16, nella Basilica di San Lorenzo Maggiore in piazza San Gaetano a Napoli. Per Emanuele e la sua famiglia è in corso una raccolta fondi sulla piattaforma Gofundme lanciata da un gruppo di guide turistiche pendolari che ogni mattina si recavano al lavoro in aliscafo insieme al 33enne napoletano. La somma raccolta finora supera i 14mila euro ma l’obiettivo è di raggiungere almeno quota 100mila.

FONTE: CORRIERE.IT