Covid, Speranza: “Italia tutta bianca, primo venerdì senza ordinanza”

Covid, Speranza: “Italia tutta bianca, primo venerdì senza ordinanza”

“I numeri di oggi della cabina di regia sono molto incoraggianti. È la fotografia di un Paese con un quadro epidemiologico molto migliorato”, ha dichiarato il ministro


ITALIA – Il ministro della Salute Roberto Speranza, intervento all’incontro “Ripartiamo, Giornata nazionale per la salute e il benessere nelle città” in corso a Roma, ha fatto il punto sulla situazione Covid e sull’emergenza variante Delta. “Questo è un venerdì particolare. Per me il venerdì è sempre stato un giorno molto complicato, quello delle ordinanze, perché si riunisce la Cabina di regia, poi il Cts e io nel pomeriggio firmo le ordinanze con cui ho un pò alla volta, dall’autunno dell’anno scorso, cambiato i colori delle Regioni. Ma oggi è il primo venerdì, dall’autunno scorso, in cui non sarò chiamato a firmare ordinanze”, ha detto il ministro.

“Come sapete – ha aggiunto – l’Italia da lunedì  è tutta in zona bianca. Non sono intercorse ragioni per una modifica dello status quo. E quindi, per la prima volta da ottobre, non avrò la necessità di firmare ordinanze. Questa è una notizia positiva quindi è una bella giornata per tutti noi», ha precisato Speranza che, alla fine del suo intervento, ha ricevuto in dono una penna dalle mani di Enzo Bianco, presidente Consiglio nazionale Anci e presidente C14+, che ha scherzato sul fatto che non servirà a firmare ordinanze simili a quelle dei mesi scorsi.

“I numeri di oggi della cabina di regia sono molto incoraggianti. È la fotografia di un Paese con un quadro epidemiologico molto migliorato, conseguenza della campagna di vaccinazione che resta l’arma fondamentale per mettersi alle spalle questa stagione”. Tuttavia, ha avvertito “continuo a chiedere massima prudenza ed i numeri ci dicono che la strada della gradualità è quella giusta”. “Siamo ancora dentro questa battaglia e c’è bisogno di grande cautela. Ci vuole gradualità perché la partita è ancora aperta e guai a pensare diversamente”.