La morte di Libero De Rienzo: non rispondeva alla moglie, un amico lo ha trovato senza vita

La morte di Libero De Rienzo: non rispondeva alla moglie, un amico lo ha trovato senza vita

Era nato a Napoli, aveva 2 figli piccoli. Trovate tracce di polvere e farmaci in casa, l’autopsia e le indagini chiariranno le cause del decesso


ROMA – «Io sono per il calcio nello stomaco. A dire che tutto va bene ci pensa già la tivù». Il manifesto artistico di Libero De Rienzo ora suona tristemente profetico. Nella memoria di molti l’attore di Santa Maradona, pellicola che gli valse il David di Donatello come attore non protagonista nel 2002, è morto giovedì sera nella sua casa romana. Il suo corpo è stato trovato da un amico sul pavimento. Apparentemente De Rienzo è stato stroncato da un malore. Il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e il suo sostituto Francesco Minisci hanno aperto un fascicolo ipotizzando la morte come conseguenza di altro reato (articolo 586 del codice penale) e hanno incaricato il medico legale del Policlinico Gemelli di effettuare l’autopsia che sarà eseguita lunedì per valutare anche l’eventuale presenza di sostanze stupefacenti nel corpo.

I carabinieri della stazione Madonna del Riposo di Roma, dopo aver ascoltato la moglie dell’attore e l’amico, stanno ricostruendo i dettagli delle ultime 48 ore di vita di De Rienzo. Solo in casa, l’attore aveva con sé il cellulare, nella cui memoria i carabinieri potrebbero trovare tracce per ricostruire movimenti e contatti. Non si trascurano anche altre ipotesi investigative formulate in prima battuta, come quella dell’assunzione di droghe. Per questo motivo è stato messo a punto un quesito puntuale al medico legale.

Ma cosa è accaduto giovedì sera? L’allarme scatta nel pomeriggio, quando l’attore smette di rispondere a una serie di chiamate della moglie, Marcella Mosca, costumista e scenografa. È lei, preoccupata, a telefonare a un amico di famiglia che ha anche una copia delle chiavi dell’appartamento. L’amico corre, entra in casa e capisce che Libero ha avuto un malore. Intuisce la gravità, ma pensa ancora di poterlo salvare. Chiama allora il 118 che interviene in tempi rapidi. Inutile: è già troppo tardi. Il cuore di Libero De Rienzo si è fermato. Vengono quindi avvisate le forze dell’ordine. I carabinieri avvertono il magistrato di turno e iniziano ad elencare le prime ipotesi. Gli interrogativi sono diversi: con chi si era incontrato De Rienzo? Qualcuno gli ha ceduto sostanze stupefacenti? In casa sono stati trovati molti farmaci e tracce di polvere da analizzare.

L’attore, nato a Napoli, aveva 44 anni e lascia anche due figli, di 6 e 2 anni. Alla famiglia e al ricordo di Picchio, così lo chiamavano gli amici, sono diretti i molti messaggi di cordoglio postati ieri sui social. «Ricordo un ragazzo estremamente dinamico, conosceva il nostro mondo in maniera profonda. Stare con lui era piacevole perché si poteva parlare di cinema», ha detto Pupi Avati che lo aveva scelto per il suo ruolo di suo padre in La via degli angeli «perché gli assomigliava per gioiosità, leggerezza e bellezza». Commossi i messaggi dei colleghi della sua generazione: Anna Foglietta, Stefano Accorsi, Alessandro Borghi, Edoardo Leo e Claudio Santamaria. Anche la politica e le istituzioni lo hanno voluto ricordare. «Il cinema italiano perde uno dei suoi attori più brillanti e di talento. Indimenticabile la sua interpretazione di Siani, giornalista ucciso dalla camorra», ha detto il presidente della Camera Roberto Fico. «Perdiamo un giovane talento», ha commentato il ministro della Cultura Dario Franceschini. «Onesto,appassionato, profondamente umano. Un attore di talento capace di esprimere la vita», ha ricordato don Luigi Ciotti.

FONTE: CORRIERE.IT