Napoli, la denuncia: baby gang perseguita ragazzo 26enne con problemi cardiaci

Napoli, la denuncia: baby gang perseguita ragazzo 26enne con problemi cardiaci

Si divertono a lanciare sassi verso la sua finestra. La madre: “Ogni volta che una pietra colpisce la nostra casa lui si sveglia di soprassalto in preda ad attacchi d’ansia”


NAPOLI – L’ennesima storia di prepotenza che arriva da Napoli. “Ritengo vergognoso quanto stia accadendo a via Napoli, nel quartiere Pianura, dove una famiglia deve fare i conti quotidianamente con l’arroganza, la violenza e la prepotenza di una baby gang che ha preso di mira il giovane R.E., 26enne con problemi cardiaci. Una prima mobilitazione si è registrata ad opera di alcuni residenti che hanno difeso il giovane in passato quando alcuni tossicodipendenti lo avevano preso di mira per sottrargli i soldi con i quali usciva. Adesso il fenomeno è più complesso perché riguarda episodi notturno nel corso dei quali un gruppo di vigliacchi si diverte a tenerlo sveglio tirando grosse pietre all’indirizzo del su balcone. Io ritengo che ci debba essere una mobilitazione di massa per tutelare Rosario e per impedire che simili episodi accadano ancora. Ma questo non può essere delegato in toto alla buona volontà dei residenti. Occorre un impegno delle forze dell’ordine per riportare la serenità in quel rione”. Queste le parole del consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli, che ha ricevuto la richiesta di aiuto da parte della madre del giovane.

“Rosario è un ragazzo bravo – afferma S.A., la madre – che fin da piccolo ha avuto problemi cardiaci e per questo non può difendersi dai bulli. E’ stato preso di mira da questo gruppo di ragazzini che si divertono a tirare pietre enormi nel nostro balcone a notte fonda. Una situazione che va avanti da troppo tempo. Più volte abbiamo chiamato la Polizia, sono venuti a fare dei sopralluoghi, ma nulla è cambiato. Ogni volta che una pietra colpisce la nostra casa lui si sveglia di soprassalto in preda ad attacchi d’ansia. Forse questi ragazzi non sanno fino in fondo il male che gli procurano, ma noi davvero non ce la facciamo più”.