Scuole chiuse in Campania, le mamme diffidano de Luca: “Basta Dad”

Scuole chiuse in Campania, le mamme diffidano de Luca: “Basta Dad”

“Se non si raggiunge l’immunità di gregge ci sarà ancora necessità di didattica a distanza”, ha dichiarato il governatore


CAMPANIA – Questo pomeriggio De Luca durante la consueta diretta facebook ha aggiornato i cittadini campani sulla situazione dell’emergenza Covid. A tal proposito ha parlato anche della didattica in presenza prevista per Settembre.

Il governatore, durante la diretta, ha ribadito il concetto che è priorità assoluta raggiungere l’immunità di gregge per la popolazione scolastica: “Se non si raggiunge, ci sarà ancora necessità di didattica a distanza. Occorre immunizzare almeno il 70% degli studenti. Utilizziamo l’ultima settimana di luglio e ad agosto per farlo. Poi decidiamo quando iniziare l’anno scolastico in base alla percentuale di vaccinati. Per tornare a scuola tutti in presenza, è l’unica strada. La seguiremo, anche a costo di ritardare l’apertura dell’anno scolastico”.

A seguito di queste dichiarazioni l’associazione “Scuole aperte Campania” e la rete nazionale “Scuola in presenza” hanno inviato, come riportato da il Mattino, una diffida al presidente della Regione, Vincenzo De Luca, a proposito del ritorno a scuola dei ragazzi condizionato dalle scelte sulla profilassi. Nella lettera, trasmessa anche al presidente Mario Draghi, ai ministri Roberto Speranza e Patrizio Bianchi e al garante per l’infanzia, le due sigle esprimono sconcerto in merito alle dichiarazioni sulla possibilità di continuare con la didattica a distanza per chi non si è vaccinato, se non verrà raggiunta entro settembre la soglia del 70 per cento di adesioni alla campagna di prevenzione. Un obiettivo che appare ancora lontano.

“Tale affermazione viola i principi della Costituzione, le norme comunitarie e lede i diritti dei minori, rischiando di legittimare in Campania un’arbitraria discriminazione fra studenti vaccinati, per i quali la scuola resterebbe “aperta”, e non vaccinati, per i quali la scuola sarebbe “chiusa”, il ragionamento dei genitori, che sostengono l’importanza di procedere con le iniezioni, «ma rifiutano categoricamente l’idea che la frequenza scolastica possa essere subordinata a questo”. E aggiungono: “I dati raccolti durante l’ultimo anno scolastico, peraltro, hanno già dimostrato che la scuola è un luogo a basso rischio di propagazione del contagio, grazie ai rigidi protocolli applicati. Non vi è quindi alcun motivo per rimettere in discussione la ripresa delle attività, soprattutto in considerazione del fatto che la quasi totalità del personale scolastico della nostra regione è ormai stata vaccinata”.