Seid morto a 20 anni, si è tolto la vita a causa del razzismo. Il dietro front del padre: “Continueremo la sua lotta”

Seid morto a 20 anni, si è tolto la vita a causa del razzismo. Il dietro front del padre: “Continueremo la sua lotta”

“Lo faremo per lui e per ogni Seid che si sente fuori posto per il colore della sua pelle”, ha dichiarato in un’ intervista


SALERNO – A distanza di un mese e mezzo da quel tragico 3 giugno, giorno in cui Seid si tolse la vita, il padre adottivo del giovane; Walter, fa chiarezza. Fino ad ora la famiglia aveva sempre negato che potesse essere stato il razzismo uno dei motivi che avrebbe spinto il ragazzo a togliersi la vita, ma poi, per la prima volta, decidono di fare un passo indietro e confermare quello che Seid scrisse in una lettera pubblicata su Facebook, in cui si sfogava circa alcuni episodi di discriminazione che lo avevano coinvolto, in particolare nel 2019.

“Io e mia moglie abbiamo deciso che daremo voce al suo pensiero, porteremo avanti la sua lotta contro il razzismo e contro ogni tipo di discriminazione. Lo faremo a partire dalla sua lettera, la leggeremo e la discuteremo nelle scuole, nei campi di calcio, nelle conferenze. Lo faremo per lui e per ogni Seid che si sente fuori posto per il colore della sua pelle”, ha dichiarato in un’ intervista rilasciata al Corriere.

Seid Visin era nato in Etiopia, era stato adottato dalla famiglia Visin a sette anni, trasferendosi a Nocera Inferiore, nel Salernitano. Aveva giocato nelle giovanili del Milan, essendo anche compagno di squadra di Donnarumma, ma aveva poi lasciato la squadra per tornare a studiare. Nel corso della sua vita, sembra che episodi di razzismo si siano verificati più volte, aveva infatti raccontato di quando lavorava come cameriere e un uomo aveva rifiutato di farsi servire da lui a causa del colore della sua pelle. Episodi che di certo lasciano un segno indelebile nella vita di un giovane e che, probabilmente, lo hanno spinto al gesto estremo.

“Ovunque io vada, ovunque io sia, sento sulle mie spalle come un macigno il peso degli sguardi scettici, prevenuti, schifati e impauriti delle persone”, queste le parole nella lettera pubblicata su facebook a gennaio 2019, due anni prima del suo suicidio.Una sorta di testamento, un racconto in prima persona su quelli che sono i danni del razzismo, che i genitori adesso hanno deciso di portare nelle scuole e nei campi da calcio, per combattere ogni forma di discriminazione, per dar voce a chi, come Seid, queste violenze le prova sulla sua pelle.