Spaccio di droga e torture alla caserma degli orrori: arrivate le condanne per i carabinieri di Piacenza

Spaccio di droga e torture alla caserma degli orrori: arrivate le condanne per i carabinieri di Piacenza

“Non ci saranno sconti per nessuno – fa sapere l’Arma dei Carabinieri attraverso un comunicato – chi ha sbagliato pagherà”


NAZIONALE – Sono dodici gli anni di reclusione per Giuseppe Montella, l’appuntato dei carabinieri considerato il leader del gruppo della caserma Levante di Piacenza che l’anno scorso, in pieno lockdown, venne chiusa dopo che emersero spaccio di droga e tortura. E’ la sentenza pronunciata in abbreviato dal tribunale, dopo che la pm aveva chiesto una condanna a 16 anni. Condannati – sempre a pene inferiori alle richieste dell’accusa – l’appuntato scelto Salvatore Cappellano a 8 anni (la richiesta era di 14 anni, 5 mesi e 10 giorni), 6 anni per il collega Giacomo Falanga (13 anni la richiesta di pena), 4 anni per Marco Orlando (5 anni la richiesta) all’epoca comandante della stazione di via Caccialupo. Per Daniele Spagnolo la pena più bassa a 3 anni e 4 mesi (richiesta della procura 7 anni e 8 mesi).

A meno di un anno dalle manette e dal sequestro della caserma Levante – prima volta in Italia – arriva il verdetto nei confronti di chi con comportamenti di “eccezionale gravità ha offeso i carabinieri che lavorano in silenzio e con spirito servizio”, le parole usate dal procuratore capo nella requisitoria dello scorso aprile. Nell’aula di Piacenza Expo, trasformata in tribunale per rispettare le norme anti Covid, davanti al gup Fiammetta Modica, era stato il pm Antonio Colonna a ricostruire “il sistema Levante” e a spiegare le responsabilità di tutti gli imputati “accecati dall’arroganza di chi si crede al di sopra delle regole”, capaci di tenere in piedi un sistema parallelo fatto di menzogne, di sequestri di droga rivenduta attraverso pusher di fiducia, di arresti ‘architettati’ per aumentare le statistiche, di pestaggi con modalità tali da configurare la tortura.

“Non ci saranno sconti per nessuno”, ha fatto sapere l’Arma dei Carabinieri in relazione alla sentenza di condanna di primo grado – “si esprime ancora una volta il proprio dolore su una vicenda molto grave poiché è inaccettabile che i carabinieri possano tenere comportamenti inaccettabili e di gravità inaudita e ledere gli interessi dei cittadini”. “Con responsabilità accertata non ci saranno sconti per nessuno. Chi sbaglia pagherà oltre che sul piano penale, anche su quello civile (anche con risarcimento dei danni economici) e disciplinare”.

“Tutti i militari a giudizio, a suo tempo, furono immediatamente sospesi dal servizio e altri più gravi provvedimenti – sottolinea la nota dell’Arma – saranno adottati se ci sarà sentenza definitiva di condanna. L’Arma, nel procedimento in corso, si è costituita parte civile, per rispetto dei cittadini e degli oltre 100 mila carabinieri che ogni giorno lavorano con sacrificio e rischio personale al fianco degli italiani”. “A seguito dei fatti di Piacenza, l’Arma nel rispetto del principio di trasparenza istituzionale, ha fortemente potenziato l’azione di comando a tutti i livelli gerarchici e ha adottato più moderne modalità per accrescere l’efficacia dei controlli. Inoltre è stata costituita una struttura con compiti di audit, per rafforzare la costante attività di verifica sul funzionamento dei reparti sino a livello stazione e sono state adottate ulteriori iniziative per la formazione del personale”, conclude il comunicato.