Vaccino Covid ai più piccoli, i pediatri fanno chiarezza e rispondono alle domande: cosa c’è da sapere

Vaccino Covid ai più piccoli, i pediatri fanno chiarezza e rispondono alle domande: cosa c’è da sapere

In termini di sanità pubblica, la fascia di età pediatrica e adolescenziale può fungere da serbatoio per la diffusione del virus nell’intera popolazione


NAZIONALE – La società italiana di pediatria, SIP, ha risposto alle domande riguardanti i dubbi più frequenti circa le vaccinazioni per i ragazzi dai 12 ai 18 anni. Nonostante i pediatri avessero già raccomandato la somministrazione del siero per i giovani appartenenti a questa fascia d’età ed è stato approvato l’uso del vaccino Pfizer/BionTech, non tutti ne sono stati convinti, questo il motivo per il quale la SIP, sul proprio sito ufficiale, ha pubblicato una serie di FAQ per fornire eventuali chiarimenti.

VACCINARE GLI ADOLESCENTI

“In linea con le vigenti raccomandazioni ministeriali, raccomanda la vaccinazione Covid-19 per tutti i bambini e gli adolescenti di età pari o superiore a 12 anni privi di controindicazioni per gli specifici vaccini autorizzati per età, Anche se la fascia pediatrica dai 12 anni in su risulta essere tra quelle meno colpite dal Sars-CoV-2, recenti evidenze scientifiche hanno dimostrato in tale fascia di età la presenza di gravi complicanze renali o di complicanze multisistemiche, anche al di là della ben codificata MIS-C, conseguenti ad un’infezione pauci o asintomatica da Sars-CoV-2, come sta emergendo per l’adulto. In termini di sanità pubblica, la fascia di età pediatrica e adolescenziale può fungere da serbatoio per la diffusione del virus nell’intera popolazione. Per questo, seppur l’obbiettivo primario della vaccinazione è quello di non sviluppare la malattia, l’opportunità di implementare un’offerta vaccinale universale aiuterà notevolmente a ridurre non solo la circolazione dello stesso virus, ma soprattutto il rischio di generare varianti potenzialmente più contagiose o capaci di ridurre l’efficacia degli stessi vaccini in uso. Inoltre la tempestività del raggiungimento delle alte coperture vaccinali nelle fasce pediatriche ed adolescenziali permetterà anche di beneficiare di una prossima apertura dell’anno scolastico in sicurezza”

ALLERGIE

In generale tutti i pazienti con storia di reazioni allergiche minori a farmaci, alimenti, inalanti o altre sostanze possono effettuare la vaccinazione, precisano però che “i pazienti con pregresse reazioni anafilattiche devono rimanere in osservazione 60 minuti. I pazienti con allergie note ai componenti del vaccino dovrebbero consultarsi con un allergologo ed effettuare la vaccinazione in ambiente protetto”. Inoltre la sicurezza della vaccinazione è garantita anche per i soggetti celiaci.

SOGGETTI ASMATICI

La risposta è sì anche in questo caso. Anche chi è affetto da asma può sottoporsi al vaccino anti-Covid19. “Gli studi attualmente disponibili non indicano un incremento degli effetti secondari/indesiderati rispetto alla restante popolazione”.

MIOCARDITI PEDIATRICHE

Per quanto riguarda invece le miocarditi pediatriche post vaccinazione, che sono state rilevate, la SIP scrive che “possono ricevere la seconda dose di vaccino i soggetti che hanno ottenuto una guarigione clinica di pericardite dopo la prima dose di vaccino Covid-19. Coloro che soffrono di miocardite, dopo la prima dose di vaccino, possono prendere in considerazione la seconda dose in determinate circostanze, qualora non siano più presenti segni e/o sintomi della stessa condizione clinica. Qualora dopo prima dose di vaccino Covid-19, risultasse essere stata diagnosticata una miocardite associata a pericardite, si ritiene opportuna un’apposita valutazione specialistica, finalizzata ad ottenere un’idoneità per somministrazione della seconda dose”

NO AL PARACETAMOLO PRIMA DEL VACCINO

I pediatri sconsigliano l’assunzione di farmaci antinfiammatori e paracetamolo prima che dell’iniezione, questo perché potrebbe ridurre la risposta immune dell’organismo al vaccino, in quanto tale situazione non è stata studiata. aracetamolo o altri antinfiammatori non steroidei come l’iibuprofene possono essere invece assunti dopo la vaccinazione per gestire eventuali effetti collaterali.