Variante Delta, Pregliasco: “Ritorno a scuola a rischio se non si completano le vaccinazioni”

Variante Delta, Pregliasco: “Ritorno a scuola a rischio se non si completano le vaccinazioni”

Le parole dell’esperto: “Il ritorno in classe a settembre può quindi incidere sulla circolazione virale”


NAZIONALE – A parlare dell’attuale situazione di propagazione del Coronavirus a livello nazionale, ed in particolar modo della variante Delta, che negli ultimi giorni sta destando non poche preoccupazioni, è stato il virologo Fabrizio Pregliasco, che nel corso di un’intervista a Fanpage ha parlato dei rischi del mancato completamento delle vaccinazioni, unico strumento attualmente a disposizione per contrastare la diffusione della variante.

Seppur i vaccini non immunizzino al 100% contro quest’ultima, completare il ciclo, a detta degli esperti, è molto importante. Di seguito le parole dell’esperto a Fanpage:

“La variante Delta è quella che chiamavamo “variante indiana”, una mutazione del coronavirus del 60% più contagiosa della variante inglese che, a sua volta, lo era del 50% più del virus originario. Non è chiarissimo se sia più aggressiva: le prime informazioni parlavano di una malattia con effetti più pesanti ma, dal momento che buona parte dei dati arriva soprattutto dal Regno Unito, dove c’è un’alta percentuale di vaccinati, non è chiaro se questa variante sia più cattiva o meno. Le manifestazioni cliniche sono un po’ diverse, con meno febbre e, in genere, senza perdita del gusto e dell’olfatto. Ma sono dati che, come le dicevo, potrebbero essere falsati perché buona parte della popolazione è vaccinata”.

Se consideriamo che il Regno Unito ha allentato le restrizioni un po’ prima di noi, è verosimile che nel giro di un paio di mesi anche in Italia dovremo fare i conti con un incremento delle infezioni, ma non credo in termini di appesantimento del Servizio sanitario nazionale. Potrebbero esserci problemi relativi alla riapertura delle scuole, se non vaccineremo i giovani. È chiaro che, ora che è possibile immunizzare i ragazzi dai 12 anni, la vaccinazione servirà non solo ad evitare loro la malattia e garantire che non ci sia assenteismo scolastico, ma anche a scongiurare che siano diffusori dell’infezione”.

“Il ritorno in classe a settembre può quindi incidere sulla circolazione virale. L’anno scorso abbiamo visto che è stato l’elemento scatenante. L’estate è andata avanti, certamente le discoteche hanno fatto il loro, poi però la ripresa dell’attività scolastica in presenza è stata l’innesco. Questo perché dietro al rientro in classe c’è il movimento di 8 milioni di studenti più 2 milioni di professori e personale scolastico, senza considerare tutti quei genitori, zii o nonni che vanno avanti e indietro. È però anche vero che una parte dei ragazzi sta comunque male, e che l’1% finisce in ospedale per complicanze. E poi, non sappiamo bene quali siano gli effetti del Long Covid: nel 20% dei casi, i sintomi si protraggono nel tempo, per cui non è nemmeno così conveniente subire la malattia. Ci sono insomma più motivi per proteggere i ragazzi, oltre chiaramente alle minori problematiche di diffusione virale, con un beneficio sul ritorno a scuola in sicurezza”.