Covid, morto Enzo Galli: era andato in India con la moglie per l’adozione della figlia

Covid, morto Enzo Galli: era andato in India con la moglie per l’adozione della figlia

La famiglia era rimasta bloccata in India proprio nel periodo in cui il Paese era nel pieno dei contagi covid, grazie a una catena di solidarietà riuscirono a fare rientro in Italia


FIRENZE – Enzo Galli, 45 anni, è morto intorno alle 14 all’ospedale di Careggi dove era ricoverato dall’8 maggio scorso. Enzo e la moglie Simonetta Filippini, appena rientrati dall’India, insieme alla piccola Mariam Gemma che avevano adottato, erano stati tutti e tre ricoverati in ospedale ma i loro decorsi sono stati diversi: Simonetta e la figlia hanno lasciato in breve tempo Careggi e il Meyer per negativizzarsi a casa a Campi Bisenzio, Enzo è entrato in un calvario senza fine.

Tre mesi e mezzo di ricovero per complicazioni continue ai polmoni e al cuore e ai primi di agosto ha avuto uno shock settico: è stato sottoposto a dialisi per il malfunzionamento di un rene. Nel frattempo la terapia antibiotica sembrava aver aperto una luce di speranza. Purtroppo la situazione negli ultimi giorni si è aggravata. Enzo per mesi ha vissuto attaccato all’ossigeno con Simonetta che ogni giorno andava a trovarlo.

“E’ stata una lotta incredibile – racconta Simonetta – mi hanno permesso di andare a trovarlo e quando era sedato poco, gli parlavo e credo abbia riconosciuto la mia voce e cercava di parlare ma si capiva la sua sofferenza. E’ stato terribile laggiù e continua ad essere terribile qui: mi sembra di aver vissuto un incubo. Hanno fatto tanto per lui in ospedale, dei veri salti mortali e ora è nelle mani di Dio”.

Una vicenda che aveva commosso l’Italia quella della famiglia Galli. In tanti si erano mobilitati per loro nei giorni in cui rimasero bloccati in India proprio nel periodo in cui il Paese era nel pieno dei contagi covid. Un Paese che piombò nel caos, con le strutture ospedaliere che non riuscivano a far fronte alla grande massa di ricoveri. Erano i primi giorni di maggio. Grazie a una catena di solidarietà furono rapidamente raccolti gli ottantamila euro che servirono per allestire il volo che poi riportò in Italia Galli, la moglie e la piccola appena adottata.