Dott. Enrico morto d’infarto, i padroni dei suoi piccoli pazienti ricordano la sua vita al servizio degli animali

Dott. Enrico morto d’infarto, i padroni dei suoi piccoli pazienti ricordano la sua vita al servizio degli animali

Una raccolta di storie e testimonianze che parlano di impegno costante, grande professionalità e spirito di sacrificio per il bene comune


GIUGLIANO – Risale a poco fa una notizia che sconvolto letteralmente l’intera comunità giuglianese: la morte di Enrico Maisto, noto veterinario di Animal Food, clinica situata in via Casacelle a Giugliano, e che adesso rimarrà chiusa per lutto, come comunicato sui social. Dalla scoperta del suo decesso le bacheche delle home di Facebook, così come dei vari gruppi cittadini, sono state invase di messaggi di testimonianza da parte dei padroni dei suoi piccoli pazienti, che hanno voluto a tutti i costi onorarne la memoria, soprattutto in virtù della sua vita dedicata al 100% al servizio degli animali. Abbiamo dunque pensato di raccogliere le storie che più ci hanno colpito, così da dare onore a quello che era considerato da tutti un grande uomo.

Le vostre testimonianze

I commenti dei conoscenti parlano di un impegno costante, accompagnato da una grande professionalità e spirito di sacrificio per il bene comune. “Ancora stento a crederci. L’ho sentito domenica 15 agosto, nonostante la clinica fosse chiusa. Ed ha comunque scelto di essere disponibile per me, per assistere il mio pelosetto anche a distanza. Una persona con un cuore immenso verso tutti e sopratutto per i suoi amici a 4 zampe. Oggi abbiamo perso un grande uomo e professionista”, scrive Luisa (nome di fantasia n.d.r.). Prova della sua bontà d’animo è anche un’altra storia raccontataci questa volta da Olga: “Mio fratello trovò tre cucciole e decise di tenerle con sé, naturalmente le doveva sterilizzare, una volontaria mi indirizzò a lui, e gli spiegai la nostra volontà di aiutare quelle piccole creature, ma che tuttavia non avremmo potuto affrontare le spese per effettuare tre operazioni distinte. Il dottore allora, con estrema gentilezza, ci propose un prezzo davvero irrisorio, forse colpito dal nostro gesto. Durante l’operazione, purtroppo, una di loro già anestetizzata si sentì male, per fortuna poi si riprese ma l’operazione non andò a termine. Nonostante già ci avesse chiesto una cifra ben al di sotto degli standard per i tre cani, volle restituircela in parte dato questo “disguido”. E’ una persona che sicuramente non dimenticheremo mai”.
Altro racconto, quello di Pasquale, invece, ci parla di un altro sogno nel cassetto del dottore, ossia quella di coltivare un’altra sua grande passione: “Quando portavo il mio cagnolino nel tuo ambulatorio – spiega – finivamo sempre per parlare della nostra più grande passione, i cavalli. E del tuo sogno che stavi cercando di realizzare, un allevamento tutto tuo!”.
E ancora, una storia di un ritrovamento insolito. Quello di un piccolo cinghiale, prontamente curato da Enrico: “Lino era un cucciolo di cinghiale di soli 40 giorni ritrovato lungo un sentiero collinare a Pratella, un piccolo comune in provincia di Caserta. Riverso a terra, ansimava, in evidente stato di difficoltà. Condotto presso la clinica veterinaria Animal Food, a Giugliano, è stato prontamente visitato da Enrico, che dopo avergli fornito le cure di primo soccorso, l’ha rifocillato, allattandolo con un biberon. Dopo i primi momenti di abbattimento, Lino ricominciava a succhiare voracemente, dando segni evidenti della sua ripresa. Il piccolo cinghialino fu salvato e affidato alle cure della persona che l’aveva trovato”.

Un’ultima delle innumerevoli testimonianze ci giunge anche dai militari della Guardia di Finanza. “Nel 2013 fummo allertati dalla Guardia di Finanza di Napoli che ci segnalava la presenza di gattini appena nati all’interno della caserma. Subito il dirigente regione Campania delle GEZ OIPA Carlo Costa unitamente al vice delegato OIPA di Napoli Enrico Maisto partirono con l’ambulanza veterinaria per effettuare il soccorso. Arrivati sul posto trovarono tre piccoli di gatto ancora con il cordone ombelicale attaccato alla placenta: caricati in ambulanza furono portati all’ambulatorio convenzionato con l’OIPA, Animal Food, dove il dottore li staccò da quel pezzo di carne morta ormai in putrefazione.I tre gattini furono chiamati Gi, Di ed Effe”.