Focus Genoa – Napoli. Spalletti si prende anche Genova: azzurri a punteggio pieno dopo due giornate

Focus Genoa – Napoli. Spalletti si prende anche Genova: azzurri a punteggio pieno dopo due giornate

I partenopei arrivano alla prima sosta di campionato a punteggio pieno dopo due giornate. La squadra di Spalletti passa al Ferraris con i gol di Fabian e di Petagna, appena entrato in campo. Al Genoa non basta il gol del giovane Cambiaso ed una prestazione gagliarda. E dopo la sosta, la Juventus.


Petagna, match-winner del Ferraris

GENOVA – Il Napoli la riaggiusta nel finale e resta a punteggio pieno dopo due giornate. La squadra di Spalletti passa anche a Genova, al termine di una partita combattutta contro un Genoa mai rinunciatario e sempre in partita. Finisce 2-1 per gli azzurri che passano con il sinistro di Fabian (39′) e il colpo di testa di Petagna (84′), che rompe l’equilibrio ritrovato dal gol di Cambiaso (69′), per l’effimero pareggio genoano. Azzurri al comando della classifica con sei punti, in attesa della Juventus, prossima avversaria al ritorno dalla sosta dedicata alle nazionali.

COSA E’ PIACIUTO

Il dinamismo non è il suo pezzo forte, ma quando fa viaggiare il sinistro non si può discutere. E poi, a Fabian piace segnare al Ferraris, come successo la scorsa stagione, ma contro la Sampdoria. Il suo sinistro non lascia scampo a Sirigu, ma oltre al gol c’è anche una certa continuità di gioco e di presenza in mezzo al campo, nonostante la densità di maglie avversarie che, sovente, lo spagnolo soffre, ma non oggi, aiutato anche da Lobotka, insieme al quale si divide il compito di impostare la manovra dei partenopei anche se, rispetto allo slovacco, è molto più impreciso.

Entra e segna. Petagna al primo pallone toccato diventa il match-winner del Ferraris con un colpo di testa da vero numero nove. Non si può dire altro sulla sua partita ma basta e avanza per renderlo protagonista della partita. Il colpo da tre punti vale la testa della classifica a punteggio pieno al termine di una partita altrimenti quasi impossibile da (ri)sbloccare se non su singoli episodi o calci da fermo. Forse sul piede di partenza, ma sarebbe un delitto di privarsi dell’unico vero centravanti attualmente disponibile, negli ultimi due giorni di calciomercato, e con la Juventus in lontananza, ma neppure poi tanto, prossima avversaria degli azzurri.

Sarà anche compassato, ma il Lobotka visto al Ferraris è una lieta conferma di quanto visto contro il Venezia. Anzi, oggi lo slovacco piace anche di più. Lo si vede sempre nel cuore del gioco; non si nasconde mai e, di tanto in tanto, recupera anche qualche pallone interessante. Chissà se Lobotka possa essere il valore aggiunto di questa stagione, unico per caratteristiche da “play” nella rosa di Spalletti ed indispensabile in un 4-3-3 che prevede un’impostazione dal basso. Le prime due uscite stagionali sono promettenti, sperando non sia fumo negli occhi, ma rispetto alla scorsa stagione è già un altro calciatore: basta guardarlo fisicamente.

COSA NON E’ PIACIUTO

L’ “esperimento” Insigne come finto centravanti va considerato come riuscito a metà. Se da un lato, il capitano riesce, in un modo o nell’altro, ad essere pericoloso all’interno dell’area genoana colpendo un palo esterno e chiamando Sirigu ad un buon intervento, dall’altro taglia fuori, con i suoi movimenti, gli inserimenti di Politano. Non è un caso che il Napoli passa in vantaggio quando Spalletti inverte lo stesso Insigne con Lozano, riportandolo a sinistra, dandogli la libertà d’azione di cui necessita il suo piede destro. Ribadendo il concetto, si tratta di un espediente a causa delle simultanee assenze di Osimhen e Mertens e con Petagna in panchina come ultima risorsa. Nella ripresa, tornando al centro, tende a scomparire per riemergere nel finale quando, con Petegna in campo, ritorna nuovamente a sinistra.

Difficile esprimere giudizi sulla partita di Meret. Dopo un’ora di gioco era il migliore in campo tra gli azzurri, avendo salvato due volte il risultato su due conclusioni, una per tempo, di Ghiglione. Poi inizia un piccolo calvario, composto da due uscite scriteriate da cui sia lui che il Napoli escono miracolosamente indenni (pallone recuperato prima, gol annullato a Pandev poi) e il gol di Cambiaso che Alex prende sul suo palo e sul quale, forse, avrebbe potuto fare qualcosa in più. Dopo la tempesta torna la quiete e fortuna che Petagna la decide nel finale. Resta il pesante passaggio a vuoto dell’estremo difensore a cui, però, vanno comunque attribuiti i meriti di due ottime parate.

Se in mezzo il Napoli soffre poco i vari Ekuban, Hernani e Pandev grazie agli insormontabili Manolas e Koulibaly, le fasce laterali sono l’anello debole della difesa azzurra. Mario Rui è un mezzo disastro in fase difensiva e non è un caso che l’attaccante più pericoloso del Genoa sia il suo “specchio” Ghiglione. Evanescente, il portoghese, anche in fase di spinta, poco aiutato da Lozano, che sul versante sinistro non ha le stesse movenze di Insigne. Almeno, Mario “ricama” il pallone perfetto per la testa di Petagna che decide il match. Dall’altro versante, neppure Di Lorenzo si salva, responsabile com’è stato del pareggio di Cambiaso, colpevolmente scivolatogli alle spalle e non è la prima volta che il laterale azzurro si lascia sorprendere in queste fasi di gioco, difetto grave per un terzino di un certo livello e per il quale bisogna lavorare per evitarne recidive funeste.

RESTA AGGIORNATO, TORNA ALLA HOME PAGE E CLICCA SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK