Pescara, pineta Dannunziana devastata dalle fiamme: tra i feriti una bambina

Pescara, pineta Dannunziana devastata dalle fiamme: tra i feriti una bambina

Tanti i bagnanti in fuga ed evacuate case private, lidi e strutture della zona


ABRUZZO – Sono 5 le persone ferite curate in ospedale a Pescara in seguito al vasto incendio che ha colpito nel pomeriggio di ieri la zona sud della città. Fra queste, ci sono una bambina e due suore di una struttura della diocesi. Evacuata anche la casa di riposo di via Paolo de Cecco. Sono, a quanto si apprende, circa 800 le persone evacuate, che vengono trasferite al Palafiere, ma la conta è ancora in corso. Coinvolta dall’evacuazione la parte della città che va dall’università e dal tribunale fino alla zona di San Silvestro. Tutta evacuata pure la riviera sud all’altezza dello stabilimento 186, ma anche un convento di suore. Chiusi l’accesso nord e sud della città, sono 35 le ambulanze arrivate sul posto. I vigili del fuoco, in azione con gli elicotteri, hanno fatto fatica a gestire tutti i fronti dell’incendio.

L’INCENDIO

Alla Pineta il fuoco è arrivato nella tarda mattinata, spinto dal vento di terra teso e bollente, ha attecchito immediatamente e ha aperto le porte dell’inferno: alcune scintille sono state portate fino al mare e hanno aggredito le palme di tre lidi del lungomare Sud. Chi dalle case era scappato verso il mare si è ritrovato in una specie di morsa: gli stabilimenti hanno iniziato ad evacuare i clienti, chiedendo a tutti di lasciare immediatamente la spiaggia.

Con un territorio provinciale letteralmente assediato dalle fiamme, la prima difficoltà è stata reperire uomini e mezzi per intervenire: accanto alle squadre di terra dei Vigili del Fuoco hanno iniziato a lavorare due elicotteri, ma nonostante la vicinanza al mare non sono riusciti ad evitare che le fiamme si propagassero sempre di più arrivando a lambire e, in qualche caso, a colpire anche singole abitazioni private. La zona in cui le fiamme erano più intense è stata cinturata dalle forze dell’ordine: Carabinieri, Carabinieri forestali, Polizia, Guardia di Finanza e Polizia municipale sostenuti dai volontari di protezione civile hanno stretto un cordone che ha consentito un deflusso ordinato.