Rientro a scuola, dal green pass alle mascherine: tutto quello che c’è da sapere

Rientro a scuola, dal green pass alle mascherine: tutto quello che c’è da sapere

Se l’obiettivo di evitare  con la massima determinazione altri mesi di didattica a distanza per gli alunni trova tutti d’accordo, restano ancora diversi nodi da sciogliere per la ripresa delle lezioni in sicurezza


ITALIA – Manca poco alla prima campanella del nuovo anno scolastico. Se l’obiettivo di evitare  con la massima determinazione altri mesi di didattica a distanza per gli alunni trova tutti d’accordo, restano ancora diversi nodi da sciogliere per la ripresa delle lezioni in sicurezza. Il confronto, come riportato da Il Mattino, è acceso, ieri c’è stato un nuovo vertice tra i sindacati e il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Tra i temi sul tavolo la questione green pass e, in particolare, dei tamponi per il personale non vaccinato.

RIENTRO A SCUOLA 

Il ministro ha ribadito la validità del quadro attuale delle norme approvate, a partire dall’obbligo del certificato verde per il personale scolastico, e ha garantito la volontà di sostenere le scuole nelle fasi di attuazione. Sui tamponi gratuiti, tuttavia, le posizioni tra governo e parti sociali restano ancora distanti. Ecco le regole attualmente in vigore in base alle quali insegnanti e studenti rientreranno in classe.

GREEN PASS

Obbligatorio per docenti e personale scolastico, ma non per gli allievi che hanno totale libertà di scelta. Fanno eccezione gli universitari, che invece dovranno avere la certificazione verde per lezioni ed esami. I docenti e il personale scolastico (compresi gli addetti alle mense e all’amministrazione), invece, pur non avendo alcun obbligo vaccinale per poter entrare a scuola dovranno essere in possesso del green pass. Perciò dovranno essere o vaccinati o guariti dal Covid. In alternativa, dovranno presentare un tampone negativo effettuato nelle quarantotto ore precedenti. Sono esonerate le categorie la cui condizione sia certificata da una struttura sanitaria. In questo caso, tuttavia, le scuole potranno utilizzare una parte delle risorse extra per coprire il costo dei tamponi. Che invece sarà a carico dei no vax.

TAMPONI 

È il punto critico. Nessuna apertura da parte del ministero dell’Istruzione alle richieste delle organizzazioni sindacali sull’estensione di tamponi gratuiti per il personale scolastico. Il rimborso del test può essere richiesto solo da chi non può vaccinarsi per ragioni di salute. «Credo comunque che a questo punto, per evitare ulteriori frizioni, dovrebbe essere valutata l’opportunità di un obbligo vaccinale per tutti i dipendenti dello Stato pubblici. Una legge del Parlamento metterebbe tutti d’accordo. Con circolari ed obblighi surrettizi si lasca troppo spazio alla discrezionalità», afferma il presidente dell’Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli.

SOSPENSIONE 

Per i docenti (e il personale scolastico) il mancato rispetto di queste prescrizioni varrà come assenza ingiustificata: niente stipendio e, dopo cinque giorni consecutivi di assenza, sospensione del rapporto di lavoro. Da quel momento gli istituti potranno convocare un supplente: è stato stanziato un fondo di 358 milioni per le supplenze di personale assente ingiustificato.

SANZIONI

Sono previste per dipendenti e dirigenti scolastici. Chi viene trovato a svolgere servizio senza green pass incorre in multe da 400 a 1.000 euro.

CONTROLLO DEL GREEN PASS

È una questione aperta, perché i controlli sul possesso dovranno essere eseguiti dai dirigenti scolastici o da un soggetto da essi incaricato. Al momento sembra che la verifica debba avvenire ogni giorno. Ma le associazioni dei presidi, lamentando l’assenza di risorse e tempi adeguati per assolvere a questa procedura, stanno spingendo per annotare semplicemente le scadenze dei singoli green pass all’inizio dell’anno e controllare invece quotidianamente che i non vaccinati siamo in possesso di un tampone negativo.

SCREENING A SCUOLA

Per il resto della popolazione scolastica sono stati accantonati 100 milioni per lo screening. Anche se il Cts non la reputa una misura indispensabile. Dalle indiscrezioni che trapelano non dovrebbe trattarsi di una attività a tappeto ma a campione, attraverso l’individuazione di scuole sentinella.

MASCHERINE OBBLIGATORIE

In linea generale, è previsto l’obbligo all’interno delle scuole per tutti gli alunni di età superiore a sei anni, anche quando sono seduti al banco, e per il resto del personale scolastico. All’asilo dovranno indossarla solo gli insegnanti. Ammessa esclusivamente la mascherina chirurgica, vietata quella di stoffa, e sarà fornita dall’istituto scolastico.

ECCEZIONI

Sono però previste alcune deroghe. Niente obbligo di mascherina se tutti gli studenti e il personale presente hanno completato il ciclo vaccinale o hanno un certificato di avvenuta guarigione. Chi, invece, ha particolari patologie certificate può essere esonerato dall’obbligo del dispositivo di protezione individuale. Mascherine trasparenti in caso di studenti non udenti, per agevolare la comunicazione.

DISTANZIAMENTO IN CLASSE

Non obbligo ma raccomandazione quella che individua in un metro la distanza minima tra i banchi e in due metri tra cattedra e banchi. Se però non è possibile mantenere il distanziamento, la protezione dal contagio è garantita dalle mascherine: l’uso obbligatorio consentirà di fare lezione in presenza in sicurezza. Non è previsto quindi il ricorso automatico alla Dad.

PROF PERSENALE

A disposizione 422 milioni per aumentare l’organico con contratti fino a dicembre 2021 e diminuire il numero di alunni per classe. Previsti altri fondi (350 milioni) per altre esigenze come il sostegno psicologico o l’aerazione.

ACCESSO LIMITATO PER I GENITORI 

Avverrà presumibilmente solo con green pass o tampone negativo. I colloqui con gli insegnanti continueranno a svolgersi online.

IN CASO DI CONTAGIO

Se in una classe emerge un caso di positività verrà imposto un periodo di quarantena: dieci giorni per i non vaccinati, sette giorni per i vaccinati. Sarà sempre la Asl, però, a predisporre nel dettaglio la procedura per la classe. In caso di focolaio più esteso, si potrà decidere di chiudere la scuola.

DAD SOLO IN EMERGENZA

In base alle norme attualmente in vigore, la Dad scatterà solo in zona arancione o rossa, per singole scuole o territori, solamente in circostanze di eccezionale e straordinaria urgenza dovuta ad insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus o sue varianti nella comunità scolastica. Con provvedimenti che dovranno essere motivati dalle autorità sanitarie e proporzionali, nell’estensione dei territori, al rischio sanitario.

VIAGGI DI ISTRUZIONE E GITE SCOLASTICHE

Solo in zona bianca. Se è prevista l’uscita dal comune o dalla regione, il passaggio potrà avvenire solo tra due zone bianche.

SERVIZIO MENSA

Sarà garantito, ma verranno individuate delle procedure per l’introduzione di turni che evitino il rischio di assembramenti.

EDUCAZIONE FISICA

Si potrà fare ma solo in zona bianca senza l’obbligo di mascherina e sempre con un distanziamento di almeno due metri. Se tali attività si svolgono al chiuso, bisognerà garantire l’aerazione dei locali. In zona bianca, inoltre, si potranno fare anche attività di squadra, ma sono da prediligere quelle individuali soprattutto al chiuso. In zona arancione o rossa, si raccomandano solo attività individuali.

LE PALESTRE

Per corsi al di fuori dell’orario scolastico potranno essere affidate a soggetti terzi solo in zona bianca. In area arancione o rossa, gli enti locali proprietari degli immobili dovranno valutare se sospendere o meno la convenzione.