Vaccinazione eterologa, l’Oms: “Doppia di AstraZeneca meno efficace del mix con Pfizer o Moderna”

Vaccinazione eterologa, l’Oms: “Doppia di AstraZeneca meno efficace del mix con Pfizer o Moderna”

“Ma il mix va effettuato soltanto nel caso in cui si verifichi un’interruzione delle forniture”


ITALIA – Vaccinazione eterologa e AstraZeneca, cosa fare? Arriva a tale proposito la precisazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: la risposta immunitaria che si ha con due dosi di vaccino anti-Covid AstraZeneca è minore rispetto a quella osservata con il mix di vaccini con prima dose di Astrazeneca e seconda a Rna e anche con due dosi di vaccino ad Rna.

La vaccinazione eterologa non sembra avere la stessa efficacia invece se la prima dose è a Rna e la seconda con AstraZeneca. C’è però una raccomandazione in tal senso, vale a dire che il mix di vaccini va eseguito solo in particolari situazioni di interruzione nelle forniture visto che gli studi sono su un campione limitato.

“Anche se i dati al momento sono incoraggianti – afferma l’Oms – serve cautela nell’interpretarli visto il campione limitato e la mancanza di follow up, specialmente sui dati relativi alla sicurezza. Al momento non ci infatti sono studi sull’efficacia del vaccino in regime eterologo. Piú dati arriveranno a breve, cosí come nuove raccomandazioni: il regime eterologo con i due tipi di vaccino è da considerarsi off-label e non ci sono attualmente dati per preferire il regime eterologo rispetto agli altri vaccini”.

Sul rapporto tra casi di trombosi e AstraZeneca l’Oms chiarisce: “E’ plausibile, anche se il meccanismo biologico alla base è ancora da chiarire”. Il rischio stimato è di 1 caso per 100.000 adulti vaccinati, con la maggior parte dei casi riportati nel Regno Unito e nell’Unione europea, mentre molto pochi ne sono stati segnalati fuori dall’Europa, nonostante l’uso estensivo del vaccino in questi paesi. I dati disponibili dall’Europa e altri paesi, come l’Australia, suggeriscono un rischio maggiore per i giovani rispetto agli anziani, mentre altri fattori di rischio non sono stati identificati.

Non si sa ancora se il rischio di questa rara sindrome si abbia dopo la seconda dose di vaccino. Per quanto riguarda invece i casi di sindrome di Guillan-Barrè riportati dopo questo vaccino è necessario andare cauti: “Sono molto rari – conclude l’Oms – e una reazione di causale non è stata confermata né stabilita. Servono maggiori studi per confermarla. Sulla base dei dati disponibili, i potenziali benefici di questo vaccino continuano a superare ogni potenziale rischio di Guillan-Barré, soprattutto considerata la maggiore trasmissibilità della variante Delta”.