Zona gialla, tre regioni a rischio dal 30 agosto: ecco quali

Zona gialla, tre regioni a rischio dal 30 agosto: ecco quali

Si attende la consueta valutazione dei dati da parte della Cabina di regia del ministero della Salute


ITALIA – Le zone gialle torneranno a colorare la penisola tra una settimana.  Il prezzo da pagare per evitare ancora qualche restrizione in più, è la comparsa piuttosto massiccia di limitazioni locali. La Sicilia ad esempio, come riportato da il Messaggero,  che ha evitato il passaggio da zona bianca a gialla per un soffio, già conta oltre 50 comuni in zona rossa o arancione.

SICILIA IN ZONA GIALLA

Un primo segnale del destino che, con ogni probabilità, toccherà all’intera Isola a partire dalla prossima settimana. Il 30 agosto infatti, solo dopo la consueta valutazione dei dati da parte della Cabina di regia del ministero della Salute, la Sicilia sarà la prima regione a tornare ufficialmente in giallo e, quindi, a fare i conti con nuove restrizioni. Come da decreto, a pesare sono le ospdedalizzazioni che ormai sfiorano o hanno superato le soglie critiche: secondo le rilevazioni di Agenas i posti letto di terapia intesiva sono occupati al 9 per cento (contro il 10 previsto come limite) mentre quelli di area medica sono il 19 per cento (contro il 15).

LE ALTRE REGIONI A RISCHIO

Il parametro delle ospedalizzazioni in realtà, non è però l’unico da tenere in considerazione. Per passare in zona gialla infatti, le Regioni devono anche superare la soglia d’incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti. Tuttavia al momento, i territori che non l’hanno superata sono pochissimi (la Sicilia è a 186,27): il Friuli Venezia Giulia con 48,50, la Lombardia con 32,51, il Molise con 22,63, il Piemonte con 35,09 e la Puglia con 45,91. Tutte le altre quindi devono considerarsi quantomeno sotto osservazione. In particolare le situazioni più rischiose riguardano però due sole Regioni: Sardegna e Calabria.

SARDEGNA E CALABRIA SPERANO

Entrambe c’è da dire che, mentre in Sicilia si assiste ad una tendenza all’aumento dei dati piuttosto costante, hanno invece beneficiato di una settimana di stabilizzazione. Presto per dire se si tratta di un eventuale plateau o solo di un casualità, ma fatto sta che le ospedalizzazioni non ha subito variazioni rispetto alla scorsa settimana. In Sardegna sono al 12 per cento le terapie intensive e al 10 per cento i ricoveri ordinari, mentre in Calabria sono rispettivamente al 7 per cento e al 14.