Camorra, chiesti 2 secoli per gli affiliati al clan Senese: sono guidati dal boss Michele ‘o pazz

Camorra, chiesti 2 secoli per gli affiliati al clan Senese: sono guidati dal boss Michele ‘o pazz

Il ‘capo’ aveva assunto il controllo degli affari illeciti a Roma e continuava a dettare legge dal carcere


ROMA – Duecento anni di carcere. È la richiesta del pubblico ministero al processo ‘Affari di famiglia’ contro il clan Senese. Il magistrato ha chiesto la condanna di tutti i 26 imputati accusati, a vario titolo, di estorsione, usura, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, autoriciclaggio e reimpiego di proventi illeciti. Contestata anche l’aggravante del metodo mafioso.

Sono 18 gli anni di reclusione chiesti per il boss Michele Senese, detto ‘o pazzo, già uomo di fiducia di Angelo Moccia: originario di Afragola, a soli 22 anni Senese venne inviato nella Capitale dalla Nuova Famiglia e alla fine rimase a Roma coltivando i suoi affari illeciti. Diciassette anni sono stati invece chiesti per il figlio di Senese, Vincenzo. Otto anni per il fratello Angelo e per la moglie Raffaella Gaglione. Il processo si sta definendo con la modalità del rito abbreviato, formula che prevede lo sconto di un terzo della pena.

Dall’indagine era emerso che Michele Senese aveva continuato a dettare ordini dal carcere scambiando ‘pizzini’ con i familiari durante i colloqui, in particolare con il figlio Vincenzo, e con la moglie, Raffaella Gaglione. «Cioè, qui stiamo parlando de… che è il capo di Roma! No il capo di Roma, il capo…il boss della camorra romana!!! Comanda tutto lui!!», diceva uno degli arrestati riferendosi a Senese in un’intercettazione riportata nell’ordinanza del gip.