Covid e camorra: la pandemia linfa vitale per i clan presenti a Napoli e in provincia

Covid e camorra: la pandemia linfa vitale per i clan presenti a Napoli e in provincia

La relazione semestrale DIA accende un campanello d’allarme sulla presenza criminale


NAPOLI – La pandemia legata alla diffusione del Covid ha rappresentato per le organizzazioni criminali un’occasione per rafforzare la propria presenza sul territorio.

È questo quanto risulta dalla relazione semestrale della Direzione Nazionale Antimafia presentata in Senato in merito alla situazione relativa ai clan camorristici nel capoluogo partenopeo.

Da sempre l’arretratezza dal punto di vista economico e sociale è stata terreno fertile per i sodalizi criminali ed il Covid non ha fatto altro che acuire questa criticità. uno dei terreni più fertili per le organizzazioni criminali e questa circostanza è stata acuita dalla crisi economica dovuta alla pandemia.

Una crisi che la camorra ha sfruttato, mediante un’azione di soccorso che ha rafforzato il consenso in alcune aree di Napoli e dell’intera Regione.

La pandemia, secondo la relazione Dia, ha rappresentato anche un’opportunità per la camorra per diversificare i propri affari e appropriarsi di aziende in difficoltà.

Oggi esistono due livelli all’interno di una stessa organizzazione criminale. Il primo, che riguarda i gruppi “minori” che lottano tra loro per il prestigio e la potenza da affermare sul territorio. Il secondo, fatto dai grandi cartelli, il cui obiettivo restano gli affari nazionali e internazionali e l’infiltrazione dell’economia legale.

Per tutti, dunque, il Covid ha rappresentato e rappresenta dolore, sofferenza, difficoltà. Per la camorra viaggia, secondo la DIA, su un binario che va esattamente nella direzione opposta.