Focus Leicester City – Napoli. Osimhen in formato europeo e gli azzurri rimontano da 0-2 a 2-2!

Focus Leicester City – Napoli. Osimhen in formato europeo e gli azzurri rimontano da 0-2 a 2-2!

Esordio positivo per il Napoli di Spalletti, che torna dall’Inghilterra con un punto prezioso sul campo del Leicester. Osimhen firma con la sua doppietta la rimonta ai danni della squadra di Rodgers, in doppio vantaggio con Perez e Barnes. Espulso Ndidi nel finale. Legia Varsavia al comando del gruppo C.


Osimhen, doppietta a Leicester

LEICESTER – Inizia bene il percorso europeo del Napoli, costringendo il Leicester City ad uno scoppiettante pareggio la squadra allenata da Brendan Rodgers. Al King Power Stadium finisce 2-2, con il Napoli che completa un’insapettata rimonta, guidata e completata da Osimhen, forse alla sua miglior prestazione in maglia azzurra. Al doppio svantaggio iniziale, infatti, firmato da Ayoze Perez prima (9′) e Barnes nella ripresa (64′), il nigeriano ha risposto con una doppietta: pallonetto su Schmeichel (68′) e gran colpo di testa (87′) per fissare il punteggio sul 2-2 finale. Azzurri che godono di pochi minuti di superiorità numerica per l’espulsione di Ndidi (90′) per doppia ammonizione; troppo tardi per poter pensare di approffitarne e piazzare il colpo da tre punti. Azzurri con un punto, insieme al Leicester City, inseguitrici della Legia Varsavia, capolista solitaria del gruppo C, dopo la vittoria esterna a Mosca, sul campo dello Spartak per 1-0.

COSA E’ PIACIUTO

Osimhen dai due volti: nel primo tempo si lascia apprezzare come uomo di sponda, sfruttando la sua velocità allargandosi sulle fasce e aprendo spazi importanti dove spesso si infilano i trequartisti azzurri. Come uomo d’area di rigore è assolutamente inguardabile quando quando prova ad impensierire Schmeichel con conclusioni al limite del commentabile. Nella ripresa un’insaspettata metamorfosi colpisce l’attaccante nigeriano che riesce a timbrare una doppietta praticamenta dal niente. Il primo gol è un morbido lob su Schmeichel in uscita, ma chissà quanto voluto nelle intenzioni; la doppietta da “vero” numero nove, con uno stacco di testa che lascia di marmo Soyunçu ed infila il portiere danese. Ne facesse due a partita, saremmo pronti a perdonargli tutti i difetti che puntualmente non manca di palesare, nel frattempo gustimaoci questo suo momento di gloria, sperando non sia un evento raro.

Giocare in Inghilterra, contro una squadra di ottimo livello come il Leicester, imponendo il proprio gioco per larghi tratti, rimontando un doppio svantaggio dopo una partita più che dignitosa è indice di una squadra che sa il fatto suo e che può anche migliorare la qualità del suo gioco. Il paradosso è che la squadra di Spalletti cresce esponenzialmente quando il Leicester si affida ai “titolarissimi” per portare a casa i tre punti ed il Napoli s’imbottisce di “rincalzi”, ma che, in realtà sono gli uomini che cambiano la partita. Politano fornisce l’assist per lo stacco perentorio di Osimhen, Ounas “taglia” le linee del Leicester con le sue fiammate ed anche Elmas si rende protagonista di una gara finalmente condita da un pizzico di autorità. Il pareggio va benissimo, ma per quanto ha fatto vedere il Napoli qualche recriminazione può nascere, ma chi avrebbe sperato in un pareggio dopo il raddoppio di Barnes? In pochi.

COSA NON E’ PIACIUTO

Di Lorenzo è sicuramente un buon difensore: duttile, dinamico, bravo a spingere ma, talvolta, tremendamente ingenuo, come sull’azione del gol di Ayoze Perez, gol-fotocopia incassato a Genova da Cambiaso, con il laterale azzurro che si fa portare dentro l’area di rigore, mentre alle spalle entra liberamente il centrocampista spagnolo, che non perdona. Su questo aspetto, Spalletti deve ancora lavorare poichè sugli esterni il Napoli soffre tantissimo contro un Leicester a cui è bastato spingere pochi minuti per colpire con Barnes e lo stesso Perez. E anche lo stesso Di Lorenzo dovrebbe limare questo grande difetto che si porta dietro da un bel po’ di tempo. L’attenuante dell’adattamento a sinistra non regge, se il difetto è di natura tattica. Dall’altra parte, Malcuit non ne esce meglio, con Barnes che gli schizza via da tutte le parti, confermando il grave problema sugli esterni che questa squadra si porterà avanti per un bel po’ di tempo. Speriamo senza pagare troppo dazio.

Primo tempo di buon temperamento ma con grandi sprechi in area avversaria. Manca la cattiveria sotto porta e nelle conclusioni, scialbe ed imprecise. Si possono contare almeno sei-sette conclusioni verso la porta di Schmeichel e neppure un gol. Probabilmente il vantaggio inglese potrebbe sembrare generoso per quanto fatto vedere le due formazioni, ma nel calcio non può, e non deve, essere considerato un merito il fatto di procurarsi tante occasioni da rete e non tradurle in gol. Poi, nella ripresa, il Napoli cambia aspetto e torna a vestire di quel cinismo che, anche in campionato, sta contrassegnando il primo scorcio di questa stagione: colpire al momento giusto, nel finale, come accaduto a Genova e contro la Juventus.

Soprattutto nel primo tempo, ma in generale per tutta la partita, si contano tantissimi palloni persi in uscita che permettono al Leicester di ripartire in velocità con il tridente d’attacco Barnes-Iheanacho-Daka che mettono in difficoltà la retroguardia partenopea. Anguissa può andare bene contro il compassato centrocampo della Juventus (senza ridimensionarne la prestazione) ma molto meno quando c’è da rincorrere Perez, Ndidi e Soumarè, che di corsa e fiato ne hanno da vendere anche loro. Tante imprecisioni anche da parte di Fabian (che entra però nell’azionde dell’1-2) e Zielinski, ancora lontano dalla forma migliore, ma in generale, tutto il centrocampo non gioca al massimo nonostante, ad un certo punto, anche gli uomini di Rodgers accusano un vistoso calo fisico.

 

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