Focus Napoli – Cagliari. Osimhen-Insigne ed anche l’ex Mazzarri si arrende alla legge dei partenopei

Focus Napoli – Cagliari. Osimhen-Insigne ed anche l’ex Mazzarri si arrende alla legge dei partenopei

Continua la marcia inerrestabile del Napoli capolista, che non lascia scampo al Cagliari di Mazzarri, liquidato con un gol per tempo, firmati da Osimhen ed Insigne. Sesta vittoria di fila e porta inviolata da tre gare consecutive. Rientro in campo per Demme.


Osimhen-Insigne, tandem del gol contro il Cagliari

NAPOLI – Il Napoli piazza la sesta vittoria consecutiva, liquidando con un gol per tempo il Cagliari dell’ex Mazzarri. Al “Maradona” finisce con un secco 2-0, che proietta gli azzurri nuovamente al comando della classifica, firmato dai soliti noti: Osimhen sblocca il risultato (11′) su invito di Zielinski; nella ripresa il nigeriano si procura il calcio di rigore che Insigne trasforma (57′) fissando il risultato finale, che sarebbe potuto essere anche più nutrito di gol al termine di una gara che il Napoli ha dominato in lungo ed in largo, per tutti i novanta minuti. Dopo il Cagliari, il tour de forces continuerà contro lo Spartak Mosca, per la seconda giornata di Europa League, mentre in campionato, i partenopei saranno ospiti della lanciatissima Fiorentina di Vincenzo Italiano, squadra rivelazione di questo inizio stagione.

COSA E’ PIACIUTO

Inizia a diventare una costante, il nome sul tabellino dei marcatori di Osimhen. Gol da opportunista e da attaccante che capisce prima il pallone dove andrà a finire. Ma non è solo questo. Nel primo tempo, tutti i movimenti che fa sono intelligenti ed efficaci: abbassa il suo raggio d’azione quando c’è bisogno di un punto di appoggio o di snodo per aprire il gioco sulle fasce, oppure si allarga lui stesso per offrire al compagno una soluzione che allunghi le strette maglie del Cagliari, oltre ad una buona pressione sul primo possesso del Cagliari che fa una fatica immane ad uscire. Nel secondo tempo, completa l’opera di distruzione della squadra di Mazzarri andando a conquistare il rigore che Insigne trasforma per il 2-0. Resta l’unica impercettibile velo opaco, rappresentato dall’ingenua ammonizione rimediata a causa di una goffa simulazione.

La manovra corale è quella dei giorni (o delle stagioni) belli: tutti partecipano al gioco, facendo girare il pallone a piacimento ma, al tempo stesso, muovendosi costantemente anche senza palla, creando così tanta confusione ai difensori e mediani isolani che difficilmente riescono a prendere punti di riferimento e recuperare palloni. Manca, almeno nel primo tempo (e nonostante il gol fatto) quel “quid” in più di presenza in area di rigore e la cattiveria necessaria per tentare la via del raddoppio, ma contro un Cagliari così arricciato, nonostante lo svantaggio, era anche abbastanza complicato trovarla. Nel secondo tempo, quella presenza c’è ma non l’incisività per rendere il punteggio ancora più corposo di quello maturato.

Ad un certo punto della partita, si entra nell’ottica che non è Anguissa a recuperare palloni, ma che siano i palloni stessi ad andare da lui. Impressionante, ancora di più rispetto alle precedenti (brillanti) prestazioni: anche a due minuti dalla fine, quel numero “99” sembra teletrasportarsi in ogni zona del campo a prelevare palloni e a ridistribuirli. Non solo: oltre alla consuetà quantità, ci mette tanto di suo anche in fase costruttiva, diventando una mezza punta aggiunta al già nutrito comparto offensivo di Spalletti. Sfiora un gol, con un tracciante che Cragno vede radere il suo palo di sinistra, che sarebbe stato un premio meritatissimo ad una prestazione sontuosa.

Sesta vittoria di fila, porta imbattuta per la terza partita di fila e Ospina imbattuto dalla “gaffe” di Manolas contro la Juventus. Senza lasciarsi andare a facili entusiasmi, ma questo Napoli gioca alla grande e mette paura all’avversario di turno che si inibisce e non gioca a calcio ma solo “a pallone”. E’ capitato al Cagliari, come all’Udinese e alla Sampdoria in precedenza: il loro “non gioco” è gran parte merito di un Napoli sempre sul pezzo, mai deconcentrato, forte tecnicamente, tatticamente ma soprattutto mentalmente, aspetto che fa sta facendo la vera differenza in questo inizio di stagione. Se arriva anche la costanza di rendimento, la continuità nei risultati sul medio-lungo periodo ed il recupero di tutti i calciatori, allora questa squadra può regalare soddisfazioni. Però, piedi per terra, testa bassa, lavoro duro e pensiero allo Spartak Mosca.

A proposito di rientri, Spalletti concede qualche minuto a Diego Demme che rientra dopo l’infortunio al ginocchio patito in estate, durante il ritiro di Castel di Sangro. Innesto importante per dare riposo a Fabian e Anguissa che avranno bisogno di tirare il fiato ma anche in vista dell’assenza per un periodo medio-lungo del camerunense, impegnato in coppa d’Africa. In questo Napoli, anche il numero quattro può ritagliarsi il suo spazio, perchè questa squadra ha bisogno anche dei suoi polmoni e della sua intelligenza tattica. Piuttosto, dovrà lottare contro la consapevolezza di essere, al momento, un passo indietro allo spagnolo e al camerunense stesso, nelle gerarchie spallettiane. Ma avrà il suo spazio, visto come il mister toscano sa attingere alla rosa, soprattutto a partita in corso.

COSA NON E’ PIACIUTO

La mancanza di cattiveria nel chiudere definitivamente una gara in ghiaccio ma che poteva essere rimessa in gioco da un episodio sfavorevole o accidentale. Soprattutto nella ripresa, il Napoli si diverte a fare accademia, entrando in area in maniera quasi imbarazzante (esatto contrario di quanto accaduto nella prima frazione di gara) ma si lascia prendere dai peccati “di gola”, dalla voglia di fare accademia e di creare spettacolo ad ogni costo, mancando quasi sistematicamente l’ultimo passaggio, quello necessario a mettere l’uomo davanti a Cragno. Peccati veniali, in una partita che ha rasentato la perfezione, ma che deve essere monito per la prossima partita, a Firenze, banco di prova importante, con un coefficiente di difficoltà superiore rispetto a stasera.

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