Focus Napoli – Juventus. Koulibaly decisivo nella partita degli errori. Azzurri a punteggio pieno

Focus Napoli – Juventus. Koulibaly decisivo nella partita degli errori. Azzurri a punteggio pieno

Napoli a punteggio pieno dopo tre giornate di campionato dopo aver battuto, in rimonta, la Juventus di Allegri. Al gol di Morata nel primo tempo, rispondono Politano e Koulibaly nella ripresa. Buon esordio per Zambo Anguissa.


L'esultanza dopo il gol di Koulibaly

NAPOLI – Partenopei a punteggio pieno dopo tre giornate, dopo aver battuto la Juventus per 2-1 allo stadio “Maradona” in una partita decisa da una serie di errori macroscopici che hanno determinato il risultato finale. Al vantaggio iniziale della Juventus con Morata (11′), cortesemente invitato al gol da un maldestro disimpegno di Manolas, risponde Politano (57′), abile a ribadire in rete una goffa respinta di Szczesny su una conclusione, non irresistibile, di Insigne. La “partita degli errori” viene decisa da Koulibaly (85′), al posto giusto nel momento giusto per raccogliere un’altra respinta di Szczesny, stavolta per rimediare, invano, ad un tentativo di autogol di Kean. Napoli in testa alla classifica dopo tre giornate; Juventus ancora ferma a quota uno, in clamoroso ritardo dalle prime.

COSA E´PIACIUTO

L´occasione di affrontare una Juventus ormai orfana di Cristiano Ronaldo e, al tempo stesso, dell´intero comparto sudamericano nonché di uomini chiave ed in forma come Chiesa, Danilo, Dybala e Cuadrado, giusto per citarne qualcuno, era troppo succulenta per non essere sfruttata. Il Napoli coglie l´attimo e batte la Juventus in una partita vinta da chi ha sbagliato di meno e punito gli errori altrui. Gli azzurri restano al comando della classifica, a punteggio pieno, mostrando il suo lato più cinico, colpendo nei momenti più opportuni sebbene ancora lontani da un livello di gioco fluido ed efficace. Naturalmente, per il momento basta e avanza: sei gol fatti, sei marcatori diversi, due gol subiti; numeri importanti che a Settembre dicono poco o nulla, ma che servono ad infondere fiducia per l´immediato futuro. Fa bene, comunque, Spalletti a gettare acqua sul fuoco.

Spalletti ci mette del suo in questa vittoria, non solo per il cambio di modulo messo in atto nella ripresa, passando dal 4-3-3 (perchè Elmas sembrava più una mezzala che un trequartista), al più arrembante 4-2-3-1, ma soprattutto per il cambio di mentalità che ha saputo infondere alla squadra dopo un primo tempo deludente, condizionato dal pesante errore di Manolas. Il Napoli visto nel secondo tempo é stata tutt’altra squadra, capace di chiudere la Juventus, sulle gambe fisicamente e assai rinunciataria, per lunghi tratti nella propria metà campo fino al raggiungimento del pareggio prima e della vittoria poi.

Non avrà i piedi di Jorginho e neppure i polmoni di Allan, ma il biglietto da visita fornito da Zambo Anguissa é di tutto rispetto. Il camerunense é uno dei migliori in campo degli azzurri, governando con sicurezza e padronanza la zona mediana, dopo un inizio in sordina ma in un lento crescendo, creando un argine, contro il quale centrocampisti e attaccanti bianconeri sbattevano sistematicamente. Unico con certe caratteristiche fisiche, sembra già imprescindibile nel centrocampo di Spalletti, che sia composto da due o tre elementi.

Nel bene o nel male, Koulibaly risulta sempre un fattore contro la Juventus. Stavolta in bene, piazzando la zampata sotto rete che vale tre punti. Gol a parte, la partita di Kalidou va giudicata nel complesso di una partita ordinata e autorevole, nella quale non ha problemi a contenere e controllare le avanzate bianconere. Il solito Koulibaly di grande impatto contro le grandi squadre, insuperabile quando la soglia della concentrazione rasenta il massimale. Convincente e promosso anche come bomber d’occasione.

COSA NON E´PIACIUTO

Il gol di Morata va tradotto, sui dizionari calcistici, come topica colossale presa da Manolas. Troppo grave l’errore del centrale greco per accettarlo a cuor leggero nonostante la vittoria. Troppo grave per il bagaglio di esperienza che l’ex-giallorosso ha portato in dote a Napoli ma ostentato solo in rare occasioni; per le recidive messe già a referto in precedenti occasioni; perché l’ingenuità commessa sul gol di Morata, praticamente mandato in porta dallo sciagurato disimpegno di Kostas, é sintomo di un approccio con la partita non ottimale, atteggiamento più volte riscontrato in altre partite.

Praticamente all’esordio, dopo l’espulsione rimediata contro il Venezia, Osimhen torna al centro dell’attacco azzurro. Partita volenterosa ma che non raggiunge la sufficienza, nonostante l’impegno profuso. Impalpabile per lunghi tratti di gara, riesce quasi mai a rappresentare il punto di riferimento offensivo di cui avrebbe bisogno l’attacco di Spalletti. Pochi gli spunti in velocità, impossibilitati dalla mancanza di spazi offerti dalla Juventus, qualche sponda interessante la fa anche vedere, ma emergono limiti tecnici allucinanti quando il numero nove nigeriano deve procacciarsi spazio, tempo e pallone in area di rigore e centrare la porta. Parziale attenuante, il jet-lag che mina ulteriormente la sua partita. Rimandato alla prossima.

Il disastro di Manolas condiziona il Napoli a tal punto da giocare malissimo il primo tempo. La squadra é completamente slegata nei reparti risultndo lunghissima in mezzo al campo: alla Juventus non sembra vero di trovarsi in vantaggio e quasi raddoppiare senza aver fatto praticamente nulla per meritarlo. Non convince l’inversione delle mezze ali (Fabian a sinistra, Elmas a destra): il primo é macchinoso, l’altro fumoso. Di verticalità nemmeno a parlarne: troppo chiusa dietro la Juventus, troppo lento il Napoli nel far correre il pallone. Tiri in porta, pochissimi, quasi nulla. In sostanza, un pessimo primo tempo, corretto in tempo da Spalletti.

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