Focus Sampdoria – Napoli. Mano vincente anche a Marassi: poker-bis a Genova

Focus Sampdoria – Napoli. Mano vincente anche a Marassi: poker-bis a Genova

Quinta vittoria e leadershio in campionato per i partenopei, che passano facilmente anche a Genova, contro la Sampdoria. Al Ferraris il Napoli s’impone con un altro poker firmato Osimhen (doppietta), Fabian e Zielinski. E adesso il Cagliari.


Osimhen protagonista anche a Genova.

GENOVA – Al Luigi Ferraris di Genova va in onda il remake di Udinese – Napoli dello scorso Lunedì. Il protagonista è sempre la stesso: il Napoli di Spalletti che passa in scioltezza contro la Sampdoria, servendo lo stesso conto presentato all’Udinese. Finisce 4-0, con due reti per tempo: Osimhen (9′) con la collaborazione involontaria di Audero per il vantaggio partenopeo; il sinistro di Fabian (38′) per il raddoppio. Nella ripresa, Osimhen (50′) chiude il match, mentre di Zielinski è la ciliegina sulla torta (59′) con un gran sinistro. Quinta vittoria consecutiva e nuovamente leader solitario in classifica, gli azzurri sono adesso attesi dal match casalingo contro il Cagliari dell’ex-Mazzarri.

COSA E’ PIACIUTO

Insigne e Lozano in versione uomo-assist sono note estremamente positive nel pomeriggio del Ferraris. Due assist a testa ed il gioco è fatto. Dal capitano nascono il primo ed il secondo gol. L’asse con Osimhen si rinnova, dopo la “collaborazione” per il gol alla Dacia Arena e funziona davvero bene; si comporta da “perno” facendo sponda per il sinistro di Fabian che, se a Udine ci era andato molto vicino (palo) stavolta infila l’angolino alla destra di Audero. Insomma, se non ci sono gol arrivano gli assist e ciò non dispiace, così come neppure Lozano, che invita Osimhen e Zielinski alla battuta a rete con due assist che davvero non si possono sprecare.

Cinque reti in tre partite, tra campionato e coppa, e la sensazione che Osimhen diventi sempre più indispensabile e accentrante nel gioco azzurro. Il nigeriano attraversa un periodo di grazia, nel quale tutto ciò che tocca diventa oro, oppure gol. La speranza è che questo periodo si protragga quanto più a lungo possibile, poichè di (questo) Osimhen sembra avere un fortissimo bisogno, che Spalletti dovrà essere bravo a non farla diventare una dipendenza: potrebbe esssere pericoloso in vista dell’assenza del nigeriano a Gennaio, per la Coppa d’Africa. Nel frattempo, godiamoci i gol, le vittorie e i punti che stanno arrivando soprattutto grazie alle ottime prestazioni del centravanti azzurro.

Ospina toglie le castagne dal fuoco, nell’intervallo tra il primo ed il secondo gol, quando la Sampdoria ha profuso lo sforzo più importante per riaggiustare immediatamente il risultato. Su Adrien Silva e Yoshida due interventi spettacolari ed efficaci per blindare la porta azzurra, inviolata per la seconda volta consecutiva. Inoltre, a differenza di Udine, non si lascia ingolosire dalla giocata di piede ad alto rischio, preferendo (opportunamente) giocate più semplici, ma altrettanto efficaci. A questo punto, l’eterno dualismo con Meret lo vede un passo più avanti, in attesa del rientro del giovane portiere friulano, ancora indisponibile.

Chiamato a sostituire Rrahmani, ad inizio ripresa, Manolas è entrato in campo carico e pieno voglia di far dimenticare l’episodio contro la Juventus che lo ha visto, purtroppo per lui, protagonista e che lo ha relegato al ruolo di riserva dello stesso Rrahmani. Questa volta non si perde in inutili ricami, ma spazza via tutto quello che c’è da spazzare evitando di correre imprevisti. Rimedia un giallo nel finale, ma è un cartellino ben speso, fermando l’avversario che lo aveva, inizialmente, preso in velocità. Sicuramente, uno spezzone di gara interessante e che lascia intravedere uno spiraglio di ripresa per un calciatore che deve essere considerato un asset importante di questa squadra.

Fabian-Anguissa sta diventando “la coppia” del centrocampo di Spalletti. I due mediani attraversano un periodo di grande forma. Allo spagnolo puiace da matti giocare al Ferraris e, come contro il Genoa, timbra il cartellino con un sinistro magico nell’angolo basso, a suggellare una partita che va oltre la sola segnatura: più veloce di pensiero ma soprattutto di gamba e nei movimenti, riesce a pilotare il pallone come, quando e dove vuole, riuscendo ad uscire da situazioni anche piuttosto complesse. Anguissa è invece lo scudiero con grande fisico, due polmoni infiniti ed anche un piede non da buttare. Insieme ad Elmas i due reggono il centrocampo, non senza fatica, come accaduto a metà primo tempo. In attesa dei rientri di Lobotka e Demme, Spalletti sembra aver trovato la quadra. Speriamo non sia fumo negli occhi.

COSA NON E’ PIACIUTO

Diversamente da Udine, l’aver trovato quasi subito il gol del vantaggio, non ha il potere magico di tagliare le gambe all’avversario. Anzi, la Sampdoria, dopo aver subito il gol di Osimhen, acquisisce nuovo vigore, mettendo in seria difficoltà gli azzurri salvati solo da un grande Ospina, autore di tre interventi più o meno provvidenziali. La squadra di Spalletti soffre, in quel frangente (un intervallo che va da un gol all’altro) la squadra abbassa troppo il baricentro, lasciando Osimhen troppo fine ad un destino di solitudine in attesa di qualche pallone giocabile, andando in affanno quando la Sampdoria spinge sul proprio versante di destra. Poi, arriva il gol di Fabian a sistemare le cose.

Una buona efficacia del 4-2-3-1 passa dalla buona, se non eccellente condizione fisica di Zielinski. Oggi il polacco ha fatto un passo in avanti, andando a bersaglio per la prima volta in stagione con un gran sinistro ma, di contro, va segnalato un primo tempo tutto sommato anonimo, durante il quale il numero venti ha faticato a fungere da collante tra centrocampo e attacco, lasciando spesso Osimhen piuttosto desolatamente in avanti così come ha fatto fatica ad inserirsi allorquando il nigeriano apriva gli spazi, o defilandosi o venendo incontro al pallone. Resta un secondo tempo nel quale è stato più coinvolto nell’azione, quando il centrocampo doriano ha cominiciato ha perdere qualche giro nel motore.

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