Focus Udinese – Napoli. 4-0 alla Dacia Arena. Salutate la capolista!

Focus Udinese – Napoli. 4-0 alla Dacia Arena. Salutate la capolista!

Prova di forza del Napoli che continua la striscia positiva di vittorie, esibendosi in una partita spettacolare e priva di sbavature. Osimhen, Rrahmani, Koulibaly e Lozano portano il Napoli in vetta alla classifica.


Esultanza degli azzurri alla Dacia Arena

UDINE – Quarta vittoria consecutiva e testa della classifica in solitaria per i partenopei, autori di una prova sontuosa in quel della Dacia Arena di Udine, contro gli uomini di Gotti, una delle squadre più in forma del campionato. Finisce 4-0 per il miglior Napoli di questo inizio stagione, che regola in friulani con due gol per tempo. Osimhen (24′) e Rrahmani (35′) iniziano l’opera di devastazione, terminata da Koulibaly (52′) e Lozano (84′) nella ripresa. Dodici punti in classifica con la convinzione e la consapevolezza dei propri mezzi, una prova di forza che vuole essere un messaggio importante a questo campionato.

COSA E’ PIACIUTO

Il miglior primo tempo dell’era “spallettiana”. Inizio in sordina, classico del Napoli di inizio stagione, ma comunque in gestione di un’Udinese tutt’altro che rinunciataria. Poi, dopo aver sbloccato il risultato con Osimhen, gli azzurri entrano in controllo completo della partita, prima sfiorando il raddoppio con Fabian, poi centrandolo con l’azione corale finalizzata da Rrahmani. Un primo tempo dove ha funzionato tutto: pressing sui portatori di palla friulani, fraseggio efficace sia in orizzontale, per aprire la retroguardia bianconera, sia in verticale (ed è la prima volta) dove il Napoli trova il vantaggio grazie all’imbucata di Mario Rui per Insigne, che superando Silvestri con un morbido lob, invita Osimhen a spingere in retre il gol dell’1-0.

Fabian in grande spolvero nella mediana azzurra. Si prende le responsabilità di ricamare il gioco, orchestrando più da perno centrale di un centrocampo a tre, quando Elmas accorcia fungendo da mezzala, che da mediano da centrocampo a due. Non risparmia neppure in fase di contenimento, trovandosi spesso a supportare Di Lorenzo alle prese con Pussetto che, da quelle parti, scappa via spesso (almeno nelle fasi iniziali). Meriterebbe miglior sorte il sinistro piazzato, che lascia di sasso Silvestri, che incoccia sul palo. Si conferma nel secondo tempo con l’appoggio per la sassata vincente di Koulibaly. Prova più che mai convincente dello spagnolo, che si conferma in forte crescita.

Il secondo del Napoli è anche migliore del primo, per quanto possibile potesse essere. Se l’Udinese del primo tempo ha almeno provato a metterla sul piano atletico nelle prime battute di gara, nel secondo è stata immediatamente schiacciata dalla superiorità, atletica, tecnica e tattica di un Napoli praticamente perfetto. Cinico nel chiudere definitavemente i conti, con Koulibaly, ne dovrebbe e potrebbe segnare almeno altri tre, prima del poker di Lozano, a dimostrazione di un punteggio quasi bugiardo rispetto a quanto apprezzato nei novanta minuti.

In una partita praticamente senza difetti è difficile scegliere un migliore in campo. Scegliamo quindi un reparto: la difesa. Rrahmani-Koulibaly non solo ha raffigurato un limite invalicabile per i rapidi attaccanti bianconeri, ma hanno saputo farsi valere in zona gol con eccellenti risultati. Un gol a testa per i due centrali a coronamento di una prova senza sbavature e intrisa di concentrazione fino all’ultimo minuto, sebbene il risultato fosse pienamente acquisito. Ma va segnalata la buona prestazione di Mario Rui, protagonista in due dei quattro gol partenopei ma anche autore di una partita senza lacune sul piano difensivo, controllando bene Molina, uno dei terzini dalla gamba più fluida di questa prima parte di stagione.

Quattro vittorie consecutive, primo posto solitario in classifica, altri quattro gol segnati ed altri tre marcatori alla loro prima segnatura in campionato. Rrahmani, Osimhen e Lozano iscrivono il loro nome nel tabellino-marcatori di questo campionato, portando a nove il numero di marcatori diversi; numero impressionante se pensiamo di essere alla quarta di campionato. Numeri che stanno ad indicare l’enorme produzione offensiva della squadra di Spalletti e l’altrettanto enorme varietà di modi in cui questa squadra riesce ad essere letale. Dal gioco da fermo alla velocità di Osimhen, dal tiro a giro di Insigne al sinistro di Fabian. Insomma, speriamo che questo stato di forma perduri, anche se ci si appresta ad entrare in una fase della stagione particolarmente “calda” e ricca di impegni molto ravvicinati.

Esordio in A per Zanoli, al posto di Mario Rui per una manciata di minuti, buoni per far rifiatare il portoghese, nervoso dopo un’ammonizione (ingiusta) appena ricevuta. Bella soddisfazione per questo ragazzo sul quale si è deciso di puntare come quarto terzino. In una giornata di grazia come quella della Dacia Arena, bel pensiero di Spalletti di coinvolgerlo nella bagarre finale. Chissà se, in un futuro prossimo, possa diventare un’alternativa credibile per una fascia sinistra che non potrà dipendere dal solo Mario Rui e da un adattato Di Lorenzo, in attesa di capire il destino di Ghoulam.

COSA NON E’ PIACIUTO

Ospina è un portiere indubbiamente esperto, ma che forse ostenta fin troppa sicurezza con il pallone tra i piedi. Gli attaccanti dell’Udinese sono rapidi e nel loro DNA c’è il pressing, forte, sul portiere avversario (vedi Szczesny alla prima giornata) per cercare di strappare il pallone, cosa che stava avvenendo in una circostanza che poteva costare caro. Talvolta, bisogna giocare più semplice e se c’è da spazzare via, senza tanti cerimoniali, si deve spazzare via, con buona pace della costruzione dal basso.

Non è ancora il miglior Zielinski e si vede. Spalletti lo centellina impiegandolo solo nelle battute finali di partita ma l’impressione è che il polacco abbia bisogno ancora di qualche settimana per salire ai giri giusti. Anche stasera pochi guizzi, ma fin quando il Napoli vince e convince ci si può permettere il lusso di aspettarlo, anche perchè è l’uomo-chiave che permette a Spalletti di cambiare il Napoli dal 4-3-3 al 4-2-3-1 in maniera efficace, perchè Piotr è l’unico capace di interpretare al meglio il ruolo di mezza punta dietro Osimhen. SI tratta di tempo, diamogliene pure.

Primi venti minuti di rodaggio, nei quali il Napoli fatica a prendere le misure all’Udinese che, almeno all’inizio, cerca di mettere fastidio ai centrali azzurri con i loro attaccanti brevilinei e ficcanti, Pussetto su tutti. Il Napoli fatica ad uscire perchè l’Udinese viaggia sull’onda dell’entusiasmo e dei buoni risultati fin qui ottenuti. Poi, il gol di Osimhen spezza l’incantesimo e da quel momento c’è solo il Napoli il campo. Resta un approccio iniziale in linea con le precedenti gare, ma nessun danno a referto da segnalare.

RESTA AGGIORNATO, TORNA ALLA HOME PAGE E CLICCA SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK