Lucano accusato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina: ex sindaco condannato a 13 anni

Lucano accusato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina: ex sindaco condannato a 13 anni

La sentenza lo condanna a quasi il doppio degli anni di reclusione che erano stati chiesti dalla pubblica accusa 


RIACE – L’ex sindaco di Riace, Domenico Lucano, é stato condannato a 13 anni e due mesi di reclusione nel processo “Xenia”, svoltosi a Locri, in Tribunale, sui presunti illeciti nella gestione dei migranti. La sentenza condanna Lucano a quasi il doppio degli anni di reclusione che erano stati chiesti dalla pubblica accusa (7 anni e 11 mesi).

L’accusa è di associazione a delinquere, abuso d’ufficio, truffa, concussione, peculato, turbativa d’asta, falsità ideologica e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nell’ambito del processo che ha visto imputata anche la compagna di Lucano, Lemlem Tesfahun per la quale erano stati chiesti 4 anni e 4 mesi. Nel chiedere la condanna il pm aveva affermato che “a Riace comandava Lucano. Era lui il dominus assoluto, la vera finalità dei progetti di accoglienza a Riace era creare determinati sistemi clientelari. Lucano ha fatto tutto questo per un tornaconto politico-elettorale e lo si evince da diverse intercettazioni. Contava voti e persone. E chi non garantiva sostegno veniva allontanato”.

Le parole che ha lui stessa ha usato in sua difesa invece sono totalmente diverse: “La mia vicenda giudiziaria è anche una vicenda politica: tutto questo mi ha fatto capire che umanità e solidarietà, se non c’è uguaglianza sociale, non hanno ragione di essere, così come la legalità.Una società basata sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo non è né umana né legale”. Sono in moltissimi infatti a definirlo una persona buona, forse fin troppo, per aver cercato di aiutare e accogliere andando quindi anche contro se stesso.