Pressioni su manager e abuso di potere, condannato in appello ex consigliere Enrico Coscioni

Pressioni su manager e abuso di potere, condannato in appello ex consigliere Enrico Coscioni

La pena, sospesa, è stata fissata a due anni per tentata violenza privata continuata


In una foto d'archivio Enrico Coscioni, primario e consigliere per la sanità del presidente della Campania Vincenzo De Luca e presidente di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), indagato nell'inchiesta sugli appalti del settore sanitario della Procura di Napoli in merito all'emergenza covid19, 19 febbraio 2021. ANSA/ CIRO FUSCO

NAPOLI – La Corte di Appello di Napoli (seconda sezione, presidente Grassi) ha condannato Enrico Coscioni, ex consigliere per la Sanità del presidente della Regione Campania, a due anni di reclusione (pena sospesa) per violenza privata tentata e continuata, aggravata dall’abuso di potere. Il sostituto procuratore generale Maria Di Addea aveva chiesto una condanna a 4 anni nei confronti di Coscioni, per tentata concussione e, in subordine, la riqualificazione del reato in tentata violenza privata che è stato riconosciuto sussistente dai giudici di secondo grado.

Coscioni venne coinvolto in un’indagine della Procura di Napoli che puntava a fare luce su presunte pressioni esercitate nei confronti di tre manager della sanità campana per indurli a dimettersi. In primo grado venne assolto, con la formula “il fatto non sussiste”, dal collegio C della IV sezione penale del Tribunale di Napoli, con un verdetto emesso nel dicembre 2018. La Procura, però, impugnò la sentenza e presentò ricorso in appello.