Terza dose, Figliuolo: “Se diranno che bisogna darla alle altre fasce lo faremo, deciderà la scienza”

Terza dose, Figliuolo: “Se diranno che bisogna darla alle altre fasce lo faremo, deciderà la scienza”

Prosegue, nel frattempo, la somministrazione per gli over 80; pronto il piano per le Rsa


NAZIONALE – C’è lo zoccolo duro di no vax – alcuni milioni di italiani – che resiste ostinatamente al vaccino anti-Covid e c’è chi invece ieri – alcune migliaia – è arrivato già alla terza dose. E’ stato il primo giorno, infatti, per la somministrazione del ‘richiamo’ alle categorie vulnerabili indicate da una circolare del ministero della Salute: immunocompromessi, trapiantati, malati oncologici con determinate specificità.

Sono 41 milioni – pari al 69,3% della popolazione complessiva – gli italiani che hanno completato il ciclo vaccinale. Un dato soddisfacente per il generale Figliuolo che ieri in visita a due centri vaccinali in Veneto ed in Sicilia, ha rivolto un accorato appello “a tutti coloro i quali in questo momento sono esitanti: chiedete ai medici, agli infermieri e a chi ha ancora sulla pelle gli effetti del Covid. Qui non si tratta di obblighi o non obblighi, ma di salute pubblica e salute individuale. Dobbiamo spingere su quest’ultimo miglio”.

Quanto alla dose aggiuntiva, ha osservato, “se ci dicono che bisogna darla alle altre fasce d’età lo faremo: è una decisione che prenderà la scienza“. Tra i ‘fragili’ ai quali è stata fatta la terza iniezione, tanti giovani, come i pazienti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma: si tratta principalmente di ragazze e ragazzi immunodepressi, trapiantati, con insufficienza renale cronica, in dialisi. In Lombardia, ha spiegato il coordinatore della campagna, Guido Bertolaso, ieri sono stati vaccinati 2.500 immunocompromessi, entro la metà di ottobre saranno raggiunte 150mila persone.