Vigili gettano cicca dalla finestra del comando: bruciati capelli di un bimbo in passeggino

Vigili gettano cicca dalla finestra del comando: bruciati capelli di un bimbo in passeggino

La mamma del piccolo, maresciallo dei carabinieri, stava per prendere il figlio dal passeggino per metterlo in macchina, quando si è accorta di quanto accaduto


TORINO – Un mozzicone di sigaretta è stato lanciato dalla finestra del comando di polizia municipale di Torino finendo sul passeggino di un bambino. La cicca era ancora incandescente e ha bruciato i capelli del piccolo, allarmando la mamma. Che ha chiesto l’intervento di un legale.

I fatti – Sono tanti i mozziconi accumulati sul marciapiede di Corso Umbria. E che la cicca finita sul passeggino sia arrivata proprio dalla finestra del comando di polizia municipale non ci sono dubbi visto che non ci sono altri edifici nella zona. La mamma del piccolo, maresciallo dei carabinieri, stava per prendere il figlio dal passeggino per metterlo in macchina, quando si è accorta di quanto accaduto. Il mozzicone, ancora incandescente, aveva bucato la capottina del passeggino, finendo sulla testa del piccolo e bruciandogli i capelli. La donna, poi, ha chiesto aiuto ai colleghi dell’arma che hanno documentato l’accaduto fotografando il mozzicone rimasto attaccato sullo schienale del passeggino e il buco sulla capottina.

Querela contro l’autorità giudiziaria – Il tutto si è risolto con il pianto del piccolo e lo spavento della mamma. Ma, se la donna non avesse reagito con prontezza, le conseguenze, probabilmente, sarebbero state più gravi. Al punto che la donna ha chiesto l’intervento di un legale. Quest’ultimo, quando si è presentato al comando di polizia municipale chiedendo spiegazioni dei mozziconi lanciati dalla finestra, si sarebbe sentito rispondere dall’addetto all’ingresso di fare domande a chi fuma: lui era estraneo ai fatti visto che non usava sigarette. Una risposta decisamente inadeguata vista il luogo. Ora la mamma del bambino sta valutando di presentare una querela contro l’autorità giudiziaria.

FONTE: TGCOM24.IT