Attacco hacker alla Siae, dati riservati degli artisti sul dark web: chiesto riscatto da 3 mln in bitcoin:

Attacco hacker alla Siae, dati riservati degli artisti sul dark web: chiesto riscatto da 3 mln in bitcoin:

Il direttore generale: “Non siamo intenzionati a pagare”


NAZIONALE – La Siae, la Società Italiana Autori Editori, è stata vittima di un attacco hacker. Il Ransomware Team Everest ha paralizzato il sistema informatico della Società italiana degli autori ed editori: gli hacker si sono impossessati di 28mila documenti riservati e hanno già pubblicato circa 60 giga di dati degli iscritti sul dark web, tra cui dati sensibili come carte di identità, patenti, tessere sanitarie e indirizzi. Per non diffondere gli altri contenuti è stato chiesto un riscatto di 3 milioni in bitcoin, che la Siae fa sapere di non essere intenzionata a pagare perché non c’è alcuna garanzia che la diffusione dei dati venga bloccata. Due settimane fa l’ente era già stata oggetto di un tentato phishing.

“Abbiamo già provveduto a fare la denuncia alla Polizia postale e al Garante della privacy come da prassi. Verranno poi puntualmente informati tutti gli autori che sono stati soggetti di attacco. Monitoreremo costantemente l’andamento della situazione cercando di mettere in sicurezza i dati”, dice il direttore generale Gaetano Blandini.

“Gli iscritti i cui dati sono stati violati non possono più fare niente: soltanto fare mente locale di quali sono i dati che hanno fornito, perché, se sono nel dark web, li pubblicheranno. Per loro è un disastro, dovrebbero iniziare a cambiare almeno il numero di telefono“. Lo dice a LaPresse Riccardo Meggiato, tra i maggiori esperti italiani di cybersecurity, dichiarandosi “stupito” dal fatto che i dati siano già stati pubblicati. “Di solito la nuova tendenza è fare un doppio trucco: si rubano i dati e, se non viene pagato il riscatto, vengono resi pubblici. Qui sembra che ci sia stato un passaggio in meno: probabilmente, si sono già giocati la prima carta”, dice. “Anzi, i dati pubblicati potrebbero essere accessibili solo a pagamento: gli hacker forse sapevano che non avrebbero incassato il riscatto, e quindi hanno deciso di far cassa”.