Bimbo ucciso al supermercato: sui social le foto del piccolo Alex con le ferite da taglio

Bimbo ucciso al supermercato: sui social le foto del piccolo Alex con le ferite da taglio

Probabilmente le immagini sono state inviate al marito dalla stessa madre. La donna, fermata per l’omicidio, al momento nega ogni responsabilità


PERUGIA –  Ha portato il cadavere di suo figlio di due anni in un supermercato di Città della Pieve, in Umbria, dove l’ha poi appoggiato su una cassa chiedendo aiuto. Ma per il piccolo Alex – dopo l’intervento dei medici – non c’era niente da fare: troppe le ferite da arma da taglio sul petto. Così dopo una notte di interrogatori la madre, una donna ungherese di 44 anni, è stata fermata con l’accusa di omicidio, da lei respinta. Ma tra gli elementi degli inquirenti è spuntata una foto che ritrae il bambino insanguinato trasmessa molto presumibilmente dalla donna al padre del piccolo in Ungheria tramite una piattaforma social. E questo è uno degli elementi d’accusa a carico della donna. L’uomo, alla vista dell’immagine ha allertato tutte le Autorità, hanno riferito gli inquirenti.

L’accusa

Sono considerati «numerosi e significativi» gli elementi d’accusa raccolti nei confronti della donna ungherese. Lo hanno riferito gli investigatori. A suo carico il pubblico ministero, ha disposto il provvedimento per omicidio volontario aggravato nell’ambito dell’indagine condotta dai carabinieri. Secondo gli inquirenti «la mole degli indizi raccolti» propende per una presunta responsabilità della madre del piccolo, la quale sarebbe l’unica ad aver trascorso le ore antecedenti al delitto con il piccolo.

«La misura – si legge in una nota della Procura di Perugia guidata da Raffaele Cantone – si è resa necessaria visti i numerosi e significativi elementi emersi nelle immediate investigazioni avviate a seguito dei fatti. La mole degli indizi raccolti propende, infatti, per una presunta responsabilità della madre, una 44enne di nazionalità ungherese, la quale sarebbe l’unica ad aver trascorso le ore antecedenti all’evento delittuoso con il piccolo». Il dato emerge sia dai filmati estrapolati dalle telecamere della zona, sia da altri elementi raccolti anche di natura dichiarativa raccolti. Fra l’altro, durante le ricerche, avviate dai carabinieri coordinati dal magistrato di turno, e nello specifico concentrate nell’area antistante il supermercato dove è stato portato il bambino, sono stati trovati numerosi oggetti appartenuti ad entrambi: in primo luogo, il passeggino, tra l’altro sporco di macchie al momento non meglio identificate che potrebbero essere di sangue, alcuni giocattoli, tra cui un peluche, un pannolino usato, e tracce di alimenti. Significativi sono anche altri oggetti scoperti nelle pertinenze di un casolare abbandonato nelle vicinanze: lì sono stati raccolti altri giocattoli, sempre di probabile appartenenza del piccolo, oltre ad una maglietta sporca di sangue con dei tagli sulla parte anteriore ed una felpa della madre.

Un ulteriore, importante elemento emerso è stato l’invio di una foto ritraente il bambino insanguinato trasmessa molto presumibilmente dalla donna al padre del piccolo in Ungheria, tramite una piattaforma social che, alla vista della tragica immagine ha allertato tutte le Autorità competenti. Tutti gli elementi indiziari sono stati contestati alla donna con un interrogatorio della donna, in presenza del difensore, svoltosi presso il Comando Compagnia Carabinieri di Città della Pieve, il pubblico ministero, nel corso del quale l’indagata ha fornito versioni confuse e contraddittorie che hanno corroborato il quadro indiziario e hanno ulteriormente fatto propendere per l’emissione del decreto di fermo.

La madre non parla ma nega l’omicidio

La donna si è formalmente avvalsa della facoltà di non rispondere davanti al pubblico ministero Manuela Comodi. Con il legale la 44enne ungherese, sotto choc, ha comunque negato di avere ucciso bambino, di due anni, sul quale sono state trovate diverse ferite da arma da taglio al petto. L’avvocato non è voluto entrare nel merito della versione della sua assistita. Questa comunque avrebbe sostenuto di essere arrivata per caso e a piedi a Po’ Bandino, una frazione di Città della Pieve, da Chiusi dove alloggiava da qualche giorno presso un amico, mentre il padre del piccolo si trova all’estero. Avrebbe poi raccontato di essersi allontanata dal figlio lasciandolo sul passeggino per andare a recuperare un giocattolo e al suo ritorno lo avrebbe trovato già ferito. La donna avrebbe inoltre affermato di essersi trovata da sola nel centro umbro.

Il fermo e il coltello nella borsa

Dopo l’interrogatorio, nella notte è stata sottoposta a fermo per omicidio  Il provvedimento è stato adottato dal sostituto procuratore. Nella sua borsa è stato ritrovato un coltello, ma gli investigatori coordinati dalla Procura di Perugia stanno cercando di stabilire se si tratti dell’arma del delitto. Quando è stato soccorso il bambino di due anni presentava ferite da taglio al petto.

FONTE: ILMESSAGGERO.IT