Camorra, colpo all’Alleanza di Secondigliano: oltre 40 persone arrestate. Ecco tutti i nomi

Camorra, colpo all’Alleanza di Secondigliano: oltre 40 persone arrestate. Ecco tutti i nomi

I clan avevano messo tra l’altro le mani su appalti ospedalieri, trasporto ammalati e onoranze funebri


NAPOLI – Sono oltre 40, tra custodia in carcere e arresti domiciliari, i provvedimenti nei confronti delle persone coinvolte nell’alterazione di gare di appalto ospedaliere, estorsioni alle ditte operanti presso le predette strutture: servizio di trasporto ammalati, onoranze funebri, imprese di costruzione, imprese di pulizie. Un business enorme per i clan della cosiddetta Alleanza di Secondigliano, nota organizzazione criminale capace di ‘unire’ nel corso degli anni diversi sodalizi criminali.

QUESTI TUTTI I NOMI

In carcere sono finiti Salvatore Arena, Andrea Basile, Giovanni Caruson, Gaetano Cifrone, Franco Diego Cimmino, Luigi Cimmino, Giovanni Cirella, Sergio D’Andrea, Massimiliano De Cicco, Antonio De Luca, Alessandro Desio, Alessandro Esposito, Anna Esposito, Luigi Ferraiuolo, Eduardo Fiore, Salvatore Frizziero, Domenico Gargiulo, Benito Grimaldi, Francesco Luongo, Abramo Maione, Gaetano Martino, Giovanni Napoli, Salvatore Pellecchia, Domenico Pellino, Vincenzo Pone, Salvatore Riccio, Fabio Rigione, Mariangela Russo, Raffaele Sacco (1997),  Raffaele Sacco (1968), Marco Salvati, Mario Simeoli, Rosario Somma, Andrea Teano, Luigi Visone, Salvatore Zampini.

Disposti invece gli arresti domiciliari per Luigi Di Martino, Anna Di Popolo, Cosimo Fioretto, Guido Galano, Luigi Mastantuono, Daniela Nenna, Simone Paolino, Antonio Pesce, Giuseppe Sacco, Gennaro Stefanelli.

Per Ciro Brandi, Luigi Trombetta, infine, divieto di dimora in Campania.

“Una indagine complessa – ha detto il Prefetto Francesco Messina della direzione anticrimine della Polizia – che ha permesso di disvelare un sistema di controllo del territorio da parte di una potente organizzazione camorristica caratterizzata da un’attività massiva e capillare di estorsioni in una zona della città di Napoli. Il clan Cimmino-Caiazzo, ha controllato ogni tipo di attività economica svolta nella zona Vomero-Arenella. Le nostre indagini hanno disvelato un sistema di condizionamento di ogni tipo di appalto che riguardasse le attività pertinenti alla cosiddetta zona ospedaliera di Napoli caratterizzata dalla presenza dei più grandi plessi ospedalieri del Sud Italia. Con gli arresti di oggi la polizia di Stato e la procura di Napoli hanno inferto un duro colpo a una agguerrita associazione mafiosa disvelandone gli interessi criminali condivisi con il potentissimo clan Licciardi egemone nell’alleanza di Secondigliano”.