Elezioni, affluenza alle urne in calo: c’è tempo per votare fino alle 15

Elezioni, affluenza alle urne in calo: c’è tempo per votare fino alle 15

Sono 12.147.040 gli elettori chiamati alle urne, distribuiti in 14.505 sezioni


ITALIA – I seggi tornano aperti dalle 7 di questa mattina fino alle 15 per la consultazione elettorale per il rinnovo di 1.192 amministrazioni comunali, per le suppletive della Camera e per le regionali in Calabria. Sono 12.147.040 gli elettori chiamati alle urne, distribuiti in 14.505 sezioni.

Nell’ultima rilevazione del Viminale, ieri sera alle 23 avevano votato il 41,65% degli aventi diritto. Nel 2016 – quando si votava in un solo giorno – era stato del 61,49%. Alla chiusura dei seggi, nella prima giornata di voto per le regionali in Calabria, l’affluenza è stata del 30,87% degli aventi diritto. Nel gennaio 2020, alla stessa ora, aveva votato il 44,43% ma in quella occasione si trattava del dato definitivo visto che si votava in un solo giorno. La provincia in cui si è votato di più si conferma quella di Catanzaro con il 33,39% (un anno fa 46,79%). A seguire le province di Cosenza e Reggio Calabria, con il 31,04% (nel 2020 rispettivamente 44,14 e 45,40%),Vibo Valentia (27,89 contro 41,35%) e Crotone (27,16 contro 37,81%)

Berlusconi, il centrodestra è unito – “Si, sicuramente è unito e c’è anche affetto tra i leader”. Lo ha detto l’ex premier Silvio Berlusconi rispondendo ai giornalisti che gli hanno chiesto al termine del voto per le comunali se il centrodestra è unito. “Tutte queste illazioni di certa parte della stampa su divisioni interne non sono fondate”, ha aggiunto. Poi alla domanda chi sarà leader della coalizione tra Meloni e Salvini ha aggiunto: “Anche questo è un argomento che vedremo. C’è una regola nel centrodestra che dice che saranno i voti a determinare chi avrà la precedenza nella responsabilità”.

“Il voto è il gesto più elementare e allo stesso tempo più decisivo di esercizio dei diritti democratici. Dobbiamo compierlo con gioia, consapevoli di contribuire ad alimentare così la nostra bella democrazia. Io ho appena votato, fatelo anche voi. Buona domenica a tutti!”. Così il leader dei Cinque Stelle, Giuseppe Conte, su twitter, postando una foto sua mentre inserisce la scheda nell’urna.

Si tratta di un test tra gli schieramenti e dentro gli schieramenti, tra leader, vecchi e nuovi, di partiti avversari ma anche tra quelli alleati. Tra le sfide clou quelle di Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna. ma si vota anche per le Regionali in Calabria e per le suppletive a Siena (dove corre il segretario dem Enrico Letta) e a Roma nel collegio di Primavalle.

Pd e M5s corrono insieme, oltre che in Calabria, a Bologna e Napoli per quanto riguarda i capoluoghi di Regione, in 5 capoluoghi di provincia (Varese, Pordenone, Ravenna, Grosseto e Isernia) su 14, e in 27 comuni sopra i 15mila abitanti su 97. Letta e Conte dichiarano di andare d’amore e d’accordo ma nei rapporti molto influirà il sostegno reciproco nei ballottaggi nelle città dove al primo turno Pd e M5s sono andati separati. Occhi puntati quindi soprattutto su Roma e Torino, dove 5 anni fa i pentastellati fecero il colpaccio con Virginia Raggi e Chiara Appendino. Difficile che il bis riuscirà in un’elezione che sembra più tornare allo schema tradizionale bipolare, centrosinistra contro centrodestra. Partita incrociatissima dentro il centrodestra, unito ovunque, tranne Spoleto, a livello territoriale ma diviso al governo con Lega e Fi in maggioranza e Fdi fieramente all’opposizione. Salvini, che ha dato dimensione nazionale alla Lega, punta a confermare il primato suo e del partito dentro la coalizione anche per mettere a tacere alcuni malumori interni emersi sul tema dei vaccini e del green pass. Giorgia Meloni, che i sondaggi dell’ultimo periodo hanno visto crescere in modo esponenziale, tenta di radicare Fdi anche al nord, tradizionale feudo di Fi e della Lega e consolidare il suo peso nel centrosud.