Focus Napoli – Legia Varsavia. Finalmente Insigne! E gli azzurri festeggiano anche in Europa League

Focus Napoli – Legia Varsavia. Finalmente Insigne! E gli azzurri festeggiano anche in Europa League

Primi tre punti in Europa League per il Napoli di Spalletti, a cui servono quasi ottanta minuti per aver ragione del Legia Varsavia, regolato con un secco 3-0. A segno Insigne (gol straordinario), il solito Osimhen e Politano. Partenopei secondi nel Gruppo C, insieme al Leicester City, con 4 punti.


Osimhen ancora in gol contro il Legia

NAPOLI – Prima vittoria “europea” del Napoli in Europa League. Dopo il pareggio di Leicester e lo stop interno ad opera dello Spartak Mosca, gli azzurri sbrigano la pratica Legia Varsavia con un secco 3-0, maturato tutto nel secondo tempo. Si sblocca Insigne che con un gol straordinario porta in vantaggio gli azzurri (76′), Osimhen raddoppia (80′) e Politano chiude con il suo sinistro (95′) una partita che il Napoli ha dominato dall’inizio alla fine ma che ha faticato a sbloccare. Con questa vittoria, il Napoli continua il suo viaggio a braccetto con il Leicester (entrambe a 4 punti), scavalcando lo Spartak Mosca (3 punti), alle spalle del Legia Varsavia, ancora primo con sei punti. Proprio i polacchi ospiteranno gli azzurri nella prossima giornata di Europa League.

COSA E’ PIACIUTO
Il paradosso sta nel fatto di riuscire a segnare un gol fantastico come quello realizzato contro il Legia e trovare difficoltà assurde nel dover trasformare un calcio di rigore. La partita di Insigne si sblocca con il fantastico tiro di contrabbalzo di una bellezza rara: potenza, precisione, tecnica e coordinazione, tutto mescolato in quel destro che il pur buon Miszta sente sibilare sulla testa. Che sia un nuovo inizio per il numero 24 azzurro è bene sperarlo, anche perchè dopo il gol, il capitano ha occasione per tracciare la strada verso il raddoppio per Osimhen, che non si fa trovare impreparato. Insomma, messaggi importanti verso l’importante trasferta all’Olimpico. Ma adesso, scusate, ma riandiamo a riverede quel fantastico gol.

Finisce 3-0 una partita che alla lunga stava diventando insidiosa, contro il Legia arroccato dietro e pronto a ripartire e che quasi rischiava di portarsi avanti con il sinistro di Emreli che si stampa sul palo alla sinistra di Meret. Una classifica che adesso rivede il Napoli nel pieno della bagarre e che può predisporsi al meglio per centrare una qualificazione agli ottavi, nonostante due trasferte ed una sola partita in casa, contro il Leicester. Cosa fondamentale, aver vinto stasera; in caso contrario, raggiungere gli ottavi sarebbe diventato decisamente più arduo.

Menzione per Politano che, nella manciata di minuti concessigli da Spalletti, si ritaglia il suo spazio da protagonista, prima invitando allo splendido destro al volo Insigne, poi coronando una prova gagliarda con il sinistro che sigilla il 3-0, un premio meritato, un gol che l’ex-Inter e Sassuolo cercava da qualche partita (unico gol, contro la Juventus) con insistenza tale da fargli perdere, talvolta, lucidità nella scelta dellle giocate.

Non è più di primo pelo, ma il Mertens di stasera ha assunto, in qualche frangente, le sembianze del Dries idolatrato in epoca sarriana. Il ruolo di centravanti, interpretato alla sua maniera, lo sente ancora suo e lo ha dimostrato con un primo tempo sicuramente positivo. Poi, la mancanza di ritmo-partita ed il passaggio sull’esterno per far spazio ad Osimhen lo cancella gradualmente dalla partita, ma Dries è, e deve essere considerato, un titolare di questa squadra e non un ripiego infrasettimanale. Sicuramente, quelli di stasera sono segnali incoraggianti, poi arriveranno anche i gol.

Quasi trenta tiri in porta, quasi venti calci d’angolo battuti, ma il Napoli cambia volto solo quando Osimhen entra in campo. E’ innegabile come questa squadra si trasforma quando il nigeriano si diverte a stracciare la difesa polacca, offrendosi volentieri come punto di riferimento. Nawrocki e Wieteska entrano, con l’ingresso del nigeriano in un tunnel dal quale usciranno solamente sull’aereo che li riporterà a casa. Victor segna un primo gol, giustamente annullato dall’arbitro, ma si riscatta due minuti dopo, su assist di Insigne. In stato di grazia, ma la preoccupazione di diventare, anche involontariamente, Osimhen-dipendenti si fa sempre più spazio, man mano che la coppa d’Africa si avvicina.

Questa vittoria è opera di Spalletti grazie alle sue continue modifiche tattiche e allo spostamento di uomini e ruoli, più volte, nell’arco della partita. Il mister attinge alla panchina ove una buona fetta di squadra titolare era stata messa a riposo strategico e che decide una partita che rischiava di bloccarsi definitivamente. Politano e Osimhen cambiano il corso degli eventi con gol ed assist: da quel momento il Napoli cambia marcia e per il Legia non c’è stata più partita (se prima ce ne fosse mai stata). Anche tatticamente, Spalletti ha attuato tante variazioni: dal 4-3-3 iniziale si è passati al 4-2-3-1 per poi passare addirittura ad una difesa a tre e chiudere con un 4-4-2 “all’antica”, con due centravanti di peso come Osimhen e Petagna. Un Napoli camaleontico che non subisce negativamente le continue modifiche applicate dal mister di Certaldo, ma resta (quasi) sempre compatto ed organizzato sia nella ricerca del gol, sia a protezione della porta di Meret quasi mai sollecitato.

COSA NON E’ PIACIUTO
L’infortunio di Manolas è sicuramente la nota negativa di un apartita altrimenti perfetta. Il centrale greco accusa un risentimento muscolare dopo una chiusura difensiva. Dal suo labiale emerge un probabile stiramento, ma gli esami strumentali diranno di più. Resta il fatto di un Napoli difensivamente a corto di centrali; Koulibaly e Rrahmani sono gli unici di ruolo, mentre Di Lorenzo e Juan Jesus sono carte da giocare solo in estrema necessità. A prescindere dell’infortunio dell’ex-Roma e la prossima defezione di Koulibaly per la coppa d’Africa, forse il Napoli dovrebbe andare sul mercato per rimpolpare un reparto un po’ troppo scarno per poter arrivare a Maggio competendo (speriamo) su tre fronti.

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