Focus Roma – Napoli. Nessun vincitore tra Mourinho e Spalletti. Pari giusto all’Olimpico

Focus Roma – Napoli. Nessun vincitore tra Mourinho e Spalletti. Pari giusto all’Olimpico

Si ferma a otto la striscia di vittorie consecutive del Napoli, fermato dalla Roma in un pareggio senza reti, al termine di una partita di grande intensità. Palo di Osimhen nella ripresa. Espulsi Mourinho e, a gara conclusa, Spalletti.


Abraham fallisce il gol del vantaggio

ROMA – Finisce con un pareggio a reti bianche, il big-match della nona giornata tra Roma e Napoli, al termine di una partità fatta di ritmi altissimi e rara intensità agonistica. Poche le occasioni chiare da gol, da entrambe le parti: Abraham e Mancini sciupano da buona posizione mentre Osimhen colpisce il palo nella ripresa, per un pareggio che è il risultato più giusto e che, a conti fatti, accontenta di più il Napoli sebbene la squadra di Spalletti (espulso da Massa a partita conclusa) vede interrompere, in un colpo solo, la striscia di vittorie consecutive e di partite consecutive nelle quali la squadra azzurra andava a bersaglio. Poco male: numeri che alimentano le statistiche mentre, in virtù di questo pareggio il Napoli viene raggiunto dal Milan in testa alla classifica, entrambe a venticinque punti. Adesso, spazio al turno infrasettimanale, con il Bologna ospite al “Maradona”.

COSA E’ PIACIUTO
S’interrompe la striscia di vittorie (otto), s’interrompe la serie consecutiva di partite nel quale il Napoli andava in gol (trentaquattro), ma il punto “catturato” all’Olimpico vale molto di più del suo valore numerico. Perchè la squadra partenopea affronta una Roma vogliosa di rimediare alla figuraccia europea e che imposta una partita sull’intensità e la fisicità a tutto campo. Il Napoli però non si scompone (quasi) mai e sfiorando il colpo grosso con il palo colpito di Osimhen. Il pareggio è il risultato più giusto per una partita di rara foga e costantemente sul filo dell’equlibrio e della tensione. Va rimarcata, ad ogni modo, la partita gagliarda del Napoli che da’ una buona risposta a chi sosteneva che la testa della classifica fosse dovuta solo ad un calendario morbido.

Il muro difensivo del Napoli regge anche all’Olimpico ed Ospina porta a casa il sesto “clean sheet” in campionato. La cerniera azzurra Rrahmani-Koulibaly si conferma limite invalicabile per Abraham, Zaniolo e compagnia anche se, un paio di sbavature ci sono state (occasioni di Abraham nel primo tempo, di Pellegrini nel secondo) ma per fortuna non hanno avuto consenguenze gravi. Buona anche la prestazione dei due esterni, di Mario Rui soprattutto sulla cui corsia la Roma impostava buona parte della sua spinta, costituita dall’asse Karsdorp-Zaniolo.

Difficile scegliere un migliore in campo tra gli azzurri; dovendo fare un nome viene da dire Zambo Anguissa, ancora autore di una prestazione di grandissimo livello. Nel primo tempo, con la mediana spesso in affanno, il camerunense è stato l’unico capace di fare movimento senza palla, per non parlare della fase difensiva che lo ha visto recuperare un’infinità di palloni facendo ripartire l’azione. Avesse anche quel “quid” di lucidità a ridosso dell’area di rigore in fase di rifinitura, sarebbe un centrocampista perfetto. Però ci accontentiamo anche di “questo” Zambo, che non è poco. Anzi.

COSA NON E’ PIACIUTO

Il primo tempo ha visto un Napoli molto compassato e poco fluido nella sua manovra. Merito soprattutto della Roma che marca, praticamente, a uomo tutti gli uomini deputati all’impostazione: Zielinski sorvegliato da Cristante, Fabian da Pellegrini e Zambo Anguissa da Veretout. Non è un caso che sia Koulibaly, il più della volte, a dover svolgere le mansioni di primo regista; ma questa può essere un’eccezione non la regola. Ne risente anche l’azione di Osimhen (anche lui, braccato da Mancini), poco coinvolto e sollecitato negli scatti sul lungo ma, obiettivamente, spazi ve n’erano davvero pochi per far salire i giri.

Non arriva alla sufficienza la partita di Insigne. Dopo la buona parentesi europea, l’aria di Serie A sembra abbia riportato il capitano all’opacità che lo permea in queste ultime settimane. Pochi i guizzi, anche se in uno di questi, in prossimità dell’intervallo, avrebbe l’occasione per centrare la porta di Rui Patricio da posizione congeniale, ma spara alto. Poco efficace anche la sua posizione, assunta in svariate occasioni, entrando in mezzo al campo fungendo fa trequartista, per due motivi: a) la sua posizione tende a spingere Zielinski fuori dalla sua zona e fuori dalla partita e b) in fase di non possesso, con la Roma in ripartenza, lascia Mario Rui in balia delle onde, tra Karsdorp e Zaniolo. Forse, dare qualche minuto in più a Mertens non sarebbe stato peccato di lesa maestà.

Non solo Insigne, ma tutto l’attacco non ha brillato, sia nei titolari che nei subentrati. La Roma ci ha messo tanto ardore agonistico con le sue marcature quasi “ad uomo”, ma dal Napoli siamo abituati a vedere molto di più. Un po’ di stanchezza c’è, perchè si gioca sempre ed è normale si possa perdere lucidità di gamba e di pensiero, a maggior ragione in partite di grande intensità agonistica come questa: di Insigne abbiamo detto, Osimhen è apparso la copia sbiadita di quello ammirato nelle ultime partite; Politano e Lozano combinano poco nella loro staffetta; Mertens è ancora da recuperare. Niente di grave: Giovedì contro il Bologna l’occasione di pronto riscatto e di ritorno alla vittoria.

Zielinski ancora una volta non sufficiente. Il polacco non riesce a carburare e stasera, all’Olimpico, in un’ora di gioco combina davvero poco. La posizione, molto interna rispetto al solito, di Insigne non lo aiuta a trovare la sua zona-comfort in mezzo al campo e nemmeno la marcatura di Cristante aiuta, in questo senso. Il nazionale italiano gli soffia un pallone che quasi diventa il gol del vantaggio, ad opera di Abraham. Fatica a girarsi ed è lento in quello che è il suo cavallo di battaglia, ossia il controllo orientato che crea sovente superiorità numerica, ma che in questa stagione resta solo nei pensieri e mai nelle gambe. Urge recuperarlo quanto prima, proprio per dare quell’imprevidibilità che il Napoli sembra perdere quando non gioca sulla velocità di Osimhen.

L’arbitraggio di Massa lascia interdetti. Si poteva dare il secondo giallo ad Abraham per il fallo a gamba altissima (e perisolosa) su Zielinski. Giocando in dieci un’intera frazione di gioco sarebbe stato quasi impossibile sostenere quel pressing forsennato fino al triplice fischio, creando, magari i presupposti per una partita diversa anche per il Napoli.
Sul contatto Cristante-Anguissa, Massa glissa e decide di non dare rigore senza neppure chiedere la consultazione al display. Dalle sale VAR, il silent-check non ravvisa il contatto che, in altre immagini appare abbastanza evidente.Anche il rosso comminato a Spalletti è altrettanto discutibile, reo (il mister) di aver applaudito l’arbitro ligure a fine partita, gesto interpretato come ironico ed irrespettoso, quando, in realtà, voleva essere un complimento. Equivoco tragicomico che conferma la serata non brillante di Massa.

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