Giugliano, si allarga il fronte del ‘no’ all’impianto a Ponte Riccio: anche il Comune contro la Regione

Giugliano, si allarga il fronte del ‘no’ all’impianto a Ponte Riccio: anche il Comune contro la Regione

L’amministrazione si è unita ‘ad adiuvandum’ al ricorso presentato dal Comune di Qualiano già appoggiato dal Comitato Kosmos


GIUGLIANO – Si allarga il fronte del ‘no’ all’impianto previsto dalla Regione Campania in zona Ponte Riccio. Dopo il ricorso presentato dal Comune di Qualiano al quale si è aggiunto ‘ad adiuvandum’ quello del Comitato Kosmos, anche il Comune di Giugliano ha deciso di intervenire nel ricorso. Una lotta comune, dunque, un sostegno importante e deciso ad una causa, quella ambientale, particolarmente sentita in tutta l’area Nord di Napoli. Soddisfazione da parte dei rappresentanti del Comitato Kosmos.

“Nel manifesto programmatico della manifestazione del 26 settembre- dicono – tra i punti su cui abbiamo acceso i riflettori portando proposte concrete, c’è scritto a chiare lettere “Opposizione all’impianto di Ponte Riccio”, quello voluto fortemente dalla Regione Campania per la lavorazione delle balle stoccate a Taverna del Re.

Dopo mesi di intenso lavoro, culminati nel ricorso ad adiuvandum del Comitato Kosmos a quello già presentato dal Comune di Qualiano, ieri il Comune di Giugliano ha deciso di intervenire anch’esso nel ricorso, rafforzando la posizione di chi oggi vuole frenare l’ennesimo impianto su una zona satura di impianti di trattamento rifiuti, discariche, sversamenti illegali accompagnati dal fenomeno dei roghi tossici. Una situazione insostenibile per l’ambiente e per la salute delle comunità locali, come accertato dall’Istituto Superiore di Sanità.

La scesa in campo del Comune di Giugliano allarga e rinsalda il fronte degli oppositori all’ennesimo scempio, riconoscendo l’importanza del mandato popolare del 26 settembre. È per questo che il Comitato sta già lavorando per estendere la partecipazione al ricorso anche agli altri comuni che insistono a ridosso dell’area vasta, affinché sia forte il grido di giustizia ecologica da gridare al Tar il 30 novembre, giorno in cui è prevista l’udienza sul tema”.