Morta dopo il vaccino, i risultati della perizia: “Camilla era sana, il decesso effetto avverso ad AstraZeneca”

Morta dopo il vaccino, i risultati della perizia: “Camilla era sana, il decesso effetto avverso ad AstraZeneca”

La 19enne era morta il 10 giugno scorso all’ospedale San Martino di Genova


GENOVA – “Non aveva alcuna patologia pregressa e non aveva preso alcun farmaco: la morte per trombosi è ragionevolmente da riferirsi a un effetto avverso da somministrazione del vaccino”. E’ il risultato della perizia effettuata sul corpo di Camilla Canepa, la studentessa di 18 anni di Sestri Levante, in provincia di Genova, morta nel giugno scorso dopo essere stata vaccinata con AstraZeneca a un open day. Il responso di medico legale ed ematologo è stato depositato regolarmente in Procura per la prosecuzione delle indagini sul caso. Dopo il vaccino del 25 maggio, era arrivato, il 3 giugno successivo, il malore ed il trasferimento in ospedale dove i medici le avevano riscontrato una piastrinopenia e una fotosensibilità. Era stata dimessa ma, dopo 2 giorni, un nuovo ricovero, questa volta per una trombosi al seno cavernoso. Da lì il dramma: prima la disperata operazione alla testa, poi il decesso il 10 giugno al policlinico San Martino di Genova.

“Al primo ricovero – scrivono i medici – era già in atto la reazione al vaccino e poteva essere interpretata come tale ma in quel contesto e in quella fase storica ancora se ne parlava poco e non era così di facile intuibilità una correlazione”. “La vicenda merita un approfondimento – sottolinea l’avvocato Angelo Paone che assiste la famiglia che, peraltro, aveva sempre sostenuto che Camilla non aveva patologie e non prendeva farmaci -. Si è finalmente chiarito che la ragazza non aveva patologie e non prendeva medicinali. Ci riserviamo ogni approfondimento con il nostro consulente. Possiamo osservare però sin d’ora che in realtà la problematica delle controindicazioni su quella fascia di età erano state già evidenziane nel verbale numero 17 del comitato tecnico scientifico che diceva come fosse sconsigliato per le persone sotto i 60 anni”.