Napoli, ragazzi senza regole tra fiumi di alcool e challenge pericolose: ‘Follia che va fermata subito’

Napoli, ragazzi senza regole tra fiumi di alcool e challenge pericolose: ‘Follia che va fermata subito’

Sotto i riflettori ancora una volta Piazzetta Orientale dove sempre più giovani, riuniti in enormi assembramenti, si incontrano per dare vita a festeggiamenti sopra le righe


NAPOLI – La movida al centro storico di Napoli continua a degenerare in follia. Sotto i riflettori finisce ancora una volta Piazzetta Orientale dove sempre più giovani, riuniti in enormi assembramenti e senza che nessuno indossi la mascherina, si incontrano per bere fino all’estremo e dare vita a festeggiamenti sopra le righe.

“Siamo ubriachi!”- urla divertito un gruppo di ragazzi mentre si filma con il cellulare, di fronte a loro la piazza ‘scoppia’ di persone. Mentre tutti sono ‘impegnati’ a bere, dalla piazza parte un coro che incita un giovane ad arrampicarsi su un lampione, una peripezia diventa una sorta di abitudine e di Challenge per i frequentatori della movida dell’Orientale.

Tutto questo è solamente l’ultima serata balorda segnalata da alcuni cittadini al Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli e al conduttore radiofonico Gianni Simioli.

“Abbiamo già innumerevoli volte denunciato la movida in questa zona, la violenza dilagante, la presenza di pericolose bande di giovani criminali e le pericolose peripezie che si compiono eppure ancora non si è intervenuti in maniera energica. Che si aspetta, che qualcuno si faccia male per davvero, che scoppi un’altra rissa che causi feriti, che ci scappi il morto? La socialità deve continuare ma bisogna divertirsi in modo sano, responsabile, rispettando le regole e la sicurezza, cioè tutto quello che non avviene a Piazzetta Orientale. Questa movida folle e sempre più violenta va fermata. Chiediamo che tutte le aree a rischio vengano presidiate e vigilate in maniera costante. Chi non sa divertirsi rispettando le regole va allontanato punito e denunciato.”- sono le parole di Borrelli e Simioli.

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