Noemi ferita in un agguato, Del Re confessa e si scusa. Ma la famiglia tuona: “Strategia per lo sconto di pena”

Noemi ferita in un agguato, Del Re confessa e si scusa. Ma la famiglia tuona: “Strategia per lo sconto di pena”

E’ stato condannato a 18 anni di reclusione, a novembre la sentenza dell’appello


Tre persone, tra la quali una bambina, sono rimaste ferite a colpi di arma da fuoco in un agguato tra la folla avvenuto, all'angolo tra piazza Nazionale e via Acquaviva a Napoli. Il bersaglio era un pregiudicato, Salvatore Nurcaro, 32 anni, colpito da sei proiettili e ricoverato all'ospedale Loreto Mare. 03/05/2019, Napoli, Italia

NAPOLI – Era un pomeriggio di maggio di due anni fa. Piazza Nazionale, Napoli. Un agguato in pieno giorno. L’obiettivo è Salvatore Nurcaro ma ad essere colpita è la piccola Noemi, 4 anni. Oggi, dopo una condanna in primo grado a 18 anni di reclusione, Armando De Re ha confessato di essere stato lui a sparare, che il fratello non c’entra niente. Ed ha aggiunto anche delle ‘scuse’ per ciò che ha fatto. Una confessione inattesa, improvvisa. “A pensar male si fa peccato, ma qualche volta si indovina” diceva qualcuno. Già, perché il fatto che questa confessione sia arrivata appena un mese prima della sentenza del processo di appello (prevista per novembre) qualche dubbio lo fa venire un po’ a tutti. In primis alla famiglia, alla mamma Tania, al papà Fabio, che non hanno mai smesso di lottare per la verità e la giustizia e che non credono in questo pentimento:

“Solo dopo due anni di bugie – dice la mamma della piccola Noemi – addirittura di minacce rivolte verso noi genitori durante la sentenza di primo grado sotto gli occhi dello stesso giudice, udite udite in fase di appello arrivano le “scuse” da parte degli imputati, che si sono professati da sempre innocenti ed estranei ai fatti, di essere i colpevoli e gli artefici della sparatoria avvenuta in pieno pomeriggio in piazza Nazionale e di aver ferito gravemente nostra figlia di soli 4 anni. Pur di coprire il “sistema”, i loro mandanti e i loro sporchi affari oggi gli stessi imputati si professano colpevoli e si “addossano” la completa responsabilità di aver commesso il fatto. Con noi questi “giochetti” non funzionano. Spero il giudice terrà conto di questa subdola strategia al solo fine di nascondere la verità e scendere gli anni di galera”.