Arzano, sparatoria in strada: ferite 4 persone vicine al clan della 167

Arzano, sparatoria in strada: ferite 4 persone vicine al clan della 167

Tra i feriti c’è una persona non appartenente al clan


ARZANO – Sparatoria in via Silone ad Arzano questa sera, nei pressi del bar Roxy. Stando alle prime informazioni, sono stati feriti cinque soggetti vicini al clan della 167. Tra i feriti c’è un innocente.

Erano da poco trascorse le 19,30 quando all’interno del Roxy Bar, si è scatenato l’inferno. Un commando di killer ha aperto il fuoco all’indirizzo di alcuni soggetti che si trovavano all’interno del locale. Il bilancio parla di quattro feriti, uno dei quali raggiunto accidentalmente da un proiettile, un anziano che si trovava all’interno del locale per prendere un caffè.

LE CONDIZIONI DEI FERITI

Sono rimaste ferite 5 persone che sono state trasportate presso i vicini ospedali. Pare che non siano in pericolo di vita. Due dei feriti dovrebbero essere vicine al clan della 167. I feriti sono stati trasportati al San Giuliano di Giugliano e all’ospedale di Frattamaggiore.

CHI SONO I FERITI

Tra i tre feriti più giovani, Salvatore Petrillo, imparentato con il capozona degli scissionisti del «Gruppo 167» Pasquale Cristiano, noto anche come «picstick», finito in manette perché, malgrado sottoposto ai domiciliari, aveva sfilato lungo le strade di Arzano in Ferrari, a capo di un corteo di auto di lusso in occasione dei festeggiamenti per la prima comunione del figlio. L’agguato fa puntare nuovamente la lente su un territorio che, per lungo tempo, è stato una polveriera. Non è tutto. Proprio ad Arzano, è tornato in libertà Giosuè Belgiorno detto «il grande», figlio di Cesare Pagano, fondatore del clan insieme al cognato Raffaele Amato, e referente del sodalizio ad Arzano. Dopo la scarcerazione sono stati esplosi fuochi d’artificio per circa mezz’ora. Si stanno valutando collegamenti tra i due episodi.

LE INDAGINI

Indagini in corso da parte dei Carabinieri della Compagnia di Casoria e del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna che hanno messo in sicurezza la zona ed hanno iniziato a ricostruire la sequenza dei fatti. Per gli investigatori la matrice dell’agguato è camorristica.