Assurdo a scuola, bidelli in sciopero per la dieta dei gruppi sanguigni: l’istituto resta chiuso

Assurdo a scuola, bidelli in sciopero per la dieta dei gruppi sanguigni: l’istituto resta chiuso

La richiesta del sindacato era quella di “introdurre la conoscenza e la promozione di questo tipo particolare di dieta”


MODENA – I bidelli scioperano a sostegno della dieta basata sui gruppi sanguigni e la scuola elementare resta chiusa e 160 bambini a casa. È la vicenda successa ieri a Gaggio di Piano, frazione di Castelfranco Emilia in provincia di Modena.

Come riporta la stampa locale, quattro collaboratori scolastici di un istituto cittadino hanno aderito alla mobilitazione indetta dal ‘Saese’, il Sindacato autonomo europeo scuola ed ecologia e per questo la dirigente scolastica non ha potuto fare altro che tenere chiusa la scuola. La richiesta del sindacato, nel motivare lo sciopero, era quella di introdurre “disposizioni per la conoscenza e la promozione della dieta dei gruppi sanguigni nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado”.

Mentre il sindaco di Castelfranco Giovanni Gargano ha parlato di “una motivazione da avanspettacolo”, la dirigente scolastica Vilma Baraccani ha commentato l’accaduto con queste parole: “Il rischio era quello di trovarmi 160 bambini dai 6 ai 10 anni alle 7.30 del mattino fuori dalla scuola, senza alcuna assistenza dei collaboratori scolastici assegnati che non avrei potuto rimpiazzare. Per questo la scuola è rimasta chiusa”.

LA DIETA DEI GRUPPI SANGUIGNI 

Ha fatto proseliti in tutto il mondo in questi anni, ma la cosiddetta ‘Dieta del gruppo sanguigno’, inventata dal naturopata Peter D’Adamo alla fine degli anni ’90 ma sembra non avere alcuna validazione scientifica. La popolare dieta si basa sul fatto che a ogni gruppo sanguigno corrispondano diverse glicoproteine nelle cellule che rendono piu’ “digeribili” alcuni cibi, portando a ridurre il rischio cardiometabolico e a stare sani piu’ a lungo. I ricercatori dell’Universita’ di Toronto, in Canada, osservando 1455 persone, hanno trovato che il modo in cui ciascuno reagiva alle quattro diete ideate (per i gruppi sanguigni a, b, ab e zero) nulla aveva a che vedere con il gruppo sanguigno di appartenenza.