Caso Eitan, mandato d’arresto per il nonno. Il legale: “Affronterà la questione”

Caso Eitan, mandato d’arresto per il nonno. Il legale: “Affronterà la questione”

Il Console italiano in Israele Emanuele Oldani sarà presente oggi come “uditore” in Tribunale a Tel Aviv all’udienza sul ricorso presentato da Shmuel Peleg


NAZIONALE – “A nessuno fa piacere ricevere un mandato del genere. Comunque affronterà la questione”. Lo ha detto Ronen Dlayahu avvocato di Shmuel Peleg, nonno materno di Eitan Biran il bimbo unico sopravvissuto alla tragedia della funivia Sresa-Mottarone, avvenuta il 23 maggio scorso, oggi a Tel Aviv nei confronti è stato spiccato, su richiesta della Procura di pavia un mandato di arresto internazionale insieme al suo “aiutante”, il cittadino israeliano Gabriel Alon Abutbul. Dlayahu – in una intervista a Radio 103 – a poi spiegato i punti del ricorso di parte che presenterà oggi al Tribunale di Tel Aviv contro la prima sentenza: la residenza abituale del bambino e il suo bene.

Il Console italiano in Israele Emanuele Oldani sarà presente oggi come “uditore” in Tribunale a Tel Aviv all’udienza sul ricorso presentato da Shmuel Peleg, nonno materno del piccolo, contro la prima sentenza favorevole ad Aya Biran, zia paterna del bambino. Lo ha fatto sapere la famiglia Biran aggiungendo che la decisione è stata presa dal Tribunale in quanto “l’Italia è anche una parte della Convenzione dell’Aja e paese dal quale è stato rapito Eitan”. Con il Console ci sarà anche un traduttore.

I nonni materni di Eitan, nell’ambito del procedimento del Tribunale di Torino che a fine maggio ha portato alla nomina della zia Aya Biran come tutrice, non hanno avuto nella loro “disponibilità” alcuni “documenti”, tra cui la “informativa delle autorità sanitarie all’autorità giudiziaria torinese”, che ha dato il via alla procedura. Lo si legge nel verbale di udienza di due giorni fa, davanti ai giudici di Pavia, nel corso della quale, in sostanza, gli avvocati dei Peleg hanno contestato la presunta “falsità” di un verbale del procedimento torinese “con riferimento alla fase introduttiva” che ha portato alla nomina della tutrice.