Covid, ipotesi Natale in zona gialla e lockdown per i non vaccinati: è allarme Delta

Covid, ipotesi Natale in zona gialla e lockdown per i non vaccinati: è allarme Delta

Il Natale dei non vaccinati non potrà essere identico a quello di chi ha fatto le varie dosi di siero


ITALIA – Il primo a porre la questione è stato Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova: “Per fare previsioni per il Natale dobbiamo vedere come andranno le prossime 3-4 settimane, ma giù le mani dal Natale: nessuno osi minimamente mettere limitazioni per le feste. Sarà un Natale come quelli pre-Covid, ma non possiamo pensare lontanamente che non sarà un Natale sereno perché qualcuno ha deciso di non vaccinarsi. Il governo e le istituzioni devono trovare una soluzione perché in qualche modo il Natale va tutelato e se ci sarà un ulteriore incremento dei casi tra i non vaccinati, eventuali limitazioni, come il lockdown, dovranno essere solo per i non vaccinati”.

Anche a livello politico, come riportato da il Messaggero,  e presso i governatori regionali, a cominciare da quello ligure Toti e da Fedriga in Friuli dove un Natale da zona gialla sembra probabile, la distinzione fra chi è vaccinato e chi non lo è si sta facendo largo in vista delle feste. La linea è quella del dobbiamo tutelare tutti quelli che si sono immunizzati per salvare anche il Natale e hanno dimostrato di essere dei bravi cittadini. E chi invece non l’ha fatto è giusto che venga limitato in alcune attività anche durante le feste: per esempio nella frequentazione di ristoranti, locali, cenoni, teatri, cinema.

LA SITUAZIONE EPIDEMIOLOGICA 

Il premier  Draghi e i ministri faranno il punto all’inizio di dicembre, guardando alla situazione epidemiologica aggiornata e tenendo conto del parere degli scienziati, anche se la decisione sarà poi politica. Gli esperti, ad esempio, segnalano da tempo l’inattendibilità dei tamponi antigenici e, dunque, la scarsa validità dei pass ottenuti in questo modo. Appare però complicato limitare il rilascio del certificato soltanto a vaccinati e guariti. Si può invece intervenire sulla durata del pass, ora di 12 mesi, tagliandolo a 9. È la misura più probabile, mentre sul tavolo c’è anche la diminuzione della validità del tampone da 72 a 48 ore. Sul Natale incombe questa evidenza scientifica: 7 milioni di persone non vaccinate sono tantissime e persone che si espongono al contagio e fanno circolare il virus. Dunque l’idea di equiparare chi ha scelto questo rischio per se e per gli altri a chi viceversa si fa carico della salute personale e collettiva viene sempre più considerata a livello sociale una falsa idea di eguaglianza. Non sfugge a nessuno infatti che quest’anno abbiamo a che fare con un virus diverso da quello che avevamo di fronte nel Natale dello scorso anno con un tipo di morbo che era molto meno contagioso rispetto all’attuale variante Delta. Come dice Walter Ricciardi, ordinario di Igiene alla Cattolica: “Delta è un virus che combatte col mitragliatore, cioè ha una capacità enorme di penetrazione delle nostre difese. Basta pensare che rispetto al virus originale, quello del Natale scorso, ha la capacità di infettare due tre volte di più. Se lo scorso anno il virus infettava in media 1,5 persone, questo ne infetta 6-7. Allora, se incontriamo tante persone vaccinate possiamo trascorrere un Natale sereno naturalmente stando comunque attenti, perché questo mitragliatore azionato da questo virus può colpire però avendo queste persone vaccinate, un giubbotto antiproiettile”. L’immagine è forte. E il Natale dei non vaccinati non potrà essere identico a quello di chi ha fatto le varie dosi di siero. Anche se, dal punto di vista del governo che deve stabilire nuove regole, non sarà facile districarsi in questa materia delicatissima. A inizio dicembre, a seconda di come procede l’indice di infettività, verranno prese le misure. Che potrebbero, se l’impennata dei contagi si alza ancora di più sfondando quota diecimila al giorno, anche essere drastiche.