Focus Legia Varsavia – Napoli. Mano vincente anche in Europa League: poker in Polonia e primato nel girone

Focus Legia Varsavia – Napoli. Mano vincente anche in Europa League: poker in Polonia e primato nel girone

Brillante vittoria del Napoli che passa agevolmente a Varsavia, battendo 4-1 il Legia, passato in vantaggio con Emreli, nel primo tempo. Secondo tempo a tinte azzurre, con due rigori di Zielinski e Mertens ed i gol di Lozano e Ounas. Napoli primo in classifica del Gruppo C.


Esultanza azzurra a Vaesavia

VARSAVIA – Inizia male, finisce in goleda la trasferta polacca del Napoli dopo un primo tempo in agro-dolce e un secondo tempo spettacolare, condito da quattro gol, due su rigore. Allo Stadio dell’Esercito Polacco di Varsavia, finisce 4-1 per gli uomini di Spalletti, che rimontano lo svantaggio iniziale, ad opera di Emreli (9′) con il doppo colpo dagli undici metri, prima di Zielinski (51′) e poi di Mertens (75′) a cui si aggiungono il comodo tap-in di Lozano (78′) e il fantastico poker di Ounas (90′). I partenopei scavalcano, con questa vittoria, lo stesso Legia Varsavia, portandosi a 7 punti (contro i sei del Legia). Nel prossimo turno, difficile trasferta a Mosca, in casa dello Spartak.

COSA E’ PIACIUTO
L’opera di contenimento del Legia trova il suo disastroso epilogo nel momento in cui il palo di Emreli, il possibile 2-0, si traduce, nell’azione successiva nel generoso (inesistente, suvvia) rigore accordato al Napoli e trsformato da Zielinski. Era il cinquantesimo e dal quel momento è iniziata un’altra partita, un monologo più che altro, dove la coralità del Napoli e l’evidente statura tecnica degli azzurri l’hanno fatta da padrone. Il pur discreto Legia (già tanto, di questi tempi) visto fino a quel momento svanisce dopo il pareggio, scompare del tutto dopo il secondo rigore, trasformato da Mertens, dovendo addirittura evitare che il passivo maturato possa apparire come “generoso”. Merito soprattutto del Napoli, sceso in campo molto più convinto e più cattivo nella ripresa.

Ingresso positivo di Mertens che, finalmente trova il primo gol stagionale con il delizioso “scavetto”, buono per il vantaggio partenopeo. Era il primo pallone toccato dal belga; con il secondo manda spedito in porta Petagna che, in modo intelligente ed altruista, invita Lozano al gol del 3-1. Ma è un gol che fa bene soprattutto al morale del numero quattordici, che negli anni si è trasformato in un attaccante avido e affamato di gol ed il non farne lo limita soprattutto nell’autostima. Dries deve sentirsi parte integrante del progetto che, in questo momento, lo vede relegato al ruolo di “riserva di lusso”: un vestito che gli calza stretto e che indossa controvoglia. La buona prestazione di stasera e la futura paternità potranno aiutarlo a metabolizzare il concetto.

E’ stata la partita dei (graditi) rientri. Di Lobotka si erano perse le tracce dopo le prime due buone partite di campionato, contro Venezia e Genoa, poi l’infortunio rimediato in nazionale lo ha tolto dalla scena. L’ingresso in campo a Varsavia è stato positivo, in quanto lo slovacco è apparso molto a suo agio nel ruolo di Fabian; coinvolto attivamente nella fase di costruzione, aiutato dalla scarsa verve della mediana polacca, ha contribuito a tenere, insieme a Zambo Anguissa, sempre alto il baricentro di gioco, facendo girare bene palla. Ottimo anche il rientro di Ounas, che fa in tempo a mettere a segno il fantastico quarto gol che, a molti passerà inosservato, è un gioiello di tecnica: due sombrero di fila e destro al volto, di mezz’esterno, nell’angolo più lontano. Bello davvero. Nota positiva  anche per Zanoli, al suo esordio in ambito continentale. Bella intraprendenza, buona gamba e mai in apprensione nella manciata di minuti concessigli da Spalletti.

Rischiava di essere l’ennesima gara anonima di Lozano, ma il messicano fa in tempo ad andare a bersaglio sul comodo assist di Petagna. El Chucky non gioca male, è generoso e lo si nota soprattutto in importanti recuperi difensivi più che nella proposta offensiva. Qualche strappo qua e là, dalla metà campo in avanti, in modo discontinuo, ma niente di eccezionale. ll gol che, come per Mertens, ha un valore importante soprattutto nel morale, è un premio meritato per la dedizione ed il sacrificio con la quale affronta il match.

“Nemo profeta in patria” non vale per Zielinski. Per il polacco, dopo il pesantissimo gol da tre punti di Salerno, arriva anche il sigillo dagli undici metri che sancisce il pareggio del Napoli; rigore (ribadiamo, più che generoso) da lui stesso procurato. Da segnalare anche la traversa colpita nel primo tempo, ma è positivo vederlo toccare molti più palloni rispetto alle ultime uscite e, soprattutto, in maniera più incisiva. In evidente crescita, speriamo non sia fumo negli occhi.

La vittoria di Varsavia vuol dire sorpasso in classifica, proprio ai danni dello stesso Legia e leadership del Gruppo C di Europa League. In vista delle due ultime, dure, partite (trasferta a Mosca, contro lo Spartak ed ultima in casa, contro il Leicester) era necessario conquistare la posta piena contro il polacchi, tra andata e ritorno, squadra più abbordabile del girone, nonostante la provvisoria testa della classifica (almeno fino a stasera). Vincere a Mosca significherebbe qualificarsi quasi sicuramente, ma c’è da capire con quale carica emotiva gli azzurri affronteranno gli ultimi due impegni di coppa, che prescinde tanto dalle fortune in campionato. Vittoria ancora più importante, servita soprattutto a recuperare fisicamente alcuni calciatori, quali Lobotka e Ounas e moralmente altri come Mertens, rinunciando, al tempo stesso, a colonne portanti come Insigne, Osimhen e Fabian e non risentirne più di tanto.Almeno, non contro questo Legia Varsavia, avversario troppo poco probante, nonostante una prova dignitosa (fino ad un certo punto).

COSA NON E’ PIACIUTO
Non è stato un pessimo primo tempo, ma il Napoli è rientrato negli spogliatoi in svantaggio di un gol nonostante un primo tempo nel quale, sostanzialmente, ha fatto la partita. Il problema vero è stata l’incisività negli ultimi sedici metri, dove il Napoli ha avuto molta difficoltà nel trovare l’ultimo passaggio. Difficile farlo in mezzo al traffico delle due linee, belle strette tra loro, messe in campo dal Legia Varsavia, che ha imbrigliato la fantasia di Zielinski, la velocità di Lozano, il dinamismo di Elmas e la struttura fisica di Petagna. Traversa di Zielinski e un tiro di Elmas, questo il bottino realizzato dal Napoli nei primi quarantacinque minuti di gioco, figlio di un gioco troppo sottoritmo, abbastanza gestibile dal Legia.

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