Gianni ucciso a 39 anni, arrestato un complice: “Non sapevo avesse una pistola”. È caccia al killer

Gianni ucciso a 39 anni, arrestato un complice: “Non sapevo avesse una pistola”. È caccia al killer

Secondo quanto dichiarato, a sparare il colpo sarebbe stato un uomo, al momento irreperibile, già ai domiciliari per il ferimento di un poliziotto


PRATO – Arrestato un uomo per l’omicidio di Gianni Avvisato, cameriere 39enne di origini Campane ma residente in Toscana da anni, ucciso mercoledì pomeriggio a Prato. L’arrestato è un imbianchino fiorentino di 35 anni rintracciato grazie alle targa dell’auto che era stata annotata da un testimone.

L’uomo, che ha ammesso che ci sarebbe stata una lite con la vittima prima dell’omicidio, avrebbe scaricato tutta la colpa sull’altro ricercato, raccontando che non avrebbe saputo del possesso dell’arma da parte del complice e  fornendo agli investigatori anche il nome del presunto killer. Secondo quanto ha detto, a sparare il colpo sarebbe infatti di un fiorentino già ai domiciliari per il ferimento di un poliziotto, che al momento è irreperibile. Il movente non è ancora accertato ed è tutto da ricostruire.

LA VICENDA

Gianni Avvisato si era trasferito a Comeana (Prato) da pochi mesi, era di origino campane e aveva abitato a Firenze, ma era molto conosciuto in zona. Recentemente aveva trovato lavoro come cameriere in un bar della zona anche se sul suo profilo Facebook continuava a presentarsi come personal trainer, lavoro che aveva svolto in passato presso la palestra di famiglia “Sport e Fitness”, dopo la morte del fratello avvenuta per un incidente stradale. Qualche anno fa poi aveva ceduto l’attività e di lui si erano perse le tracce.

Aveva avuto qualche piccola grana con la droga ma nulla che facesse pensare a una fine tanto tragica. Mercoledì era in casa quando i due killer si sono presentati alla porta, secondo una prima ricostruzione ci sarebbe stato prima un litigio, poi uno dei due aggressori avrebbe estratto la pistola ed esploso un colpo che lo ha colpito all’inguine.

L’esplosione del colpo è stata sentita distintamente da diversi vicini, poi le urla disperate di Avvisato: “Aiuto, mi hanno sparato”. I primi a soccorrere Gianni sono stati due conoscenti della vittima, i fratelli Emanuele e Stefano, avvisati dalla moglie di uno dei due che aveva sentito il rumore dello sparo. I due hanno ritrovato l’uomo in un lago si sangue nel giardinetto di fronte casa e hanno subito lanciato l’allarme: sul posto è accorso il personale del 118 e l’elisoccorso ma purtroppo per il 39enne non c’è stato nulla da fare. Probabilmente è morto poco dopo l’agguato, dissanguato a causa della ferita all’inguine poiché non sembra che il colpo abbia raggiunto organi vitali.