Molecolari, rapidi o salivari: i test possibili per il Green pass

Molecolari, rapidi o salivari: i test possibili per il Green pass

I test salivari molecolari sono tornati nell’ombra, ma avrebbero molte caratteristiche per diventare un’alternativa interessante agli antigenici rapidi


ITALIA – Test molecolari che restano un punto di riferimento per avere una certezza sulla diagnosi, test antigenici rapidi che vanno per la maggiore per accedere al Green pass, e i salivari? Dopo il momento di celebrità che hanno avuto alla vigilia della riapertura delle scuole, i test salivari molecolari sono tornati nell’ombra, ma avrebbero molte caratteristiche per diventare un’alternativa interessante agli antigenici rapidi.

“Non si è più parlato di test salivari probabilmente perché sono mancate indicazioni chiare su chi avrebbe dovuto sostenere la spesa”, osserva il virologo Francesco Broccolo, dell’Università di Milano Bicocca e direttore del laboratorio Cerba di Milano. Di per sé , ha aggiunto, la saliva è una buona matrice biologica per lo screening, ma non per la diagnostica. Tuttavia ai fini della richiesta del Green pass “sarebbe possibile sostituire il test antigenico rapido con un particolare tipo di test salvare molecolare, detto di ‘pooling'”, ossia un test che analizza contemporaneamente più campioni e che segnala, in ciascun gruppo esaminato, l’eventuale presenza di casi positivi per un ulteriore verifica.

Ecco i pro e contro dei test attualmente utilizzati, a confronto con i tipi di est salivari attualmente disponibili:

TEST ANTIGENICI RAPIDI: danno la risposta nell’arco di 10 minuti e permettono di ottenere il Green pass nell’arco di un’ora e, a prezzi calmierati costano fra 7 e 12 euro; cercano le molecole che vengono prodotte in seguito all’ingresso del virus nell’organismo (antigeni) e bisogna considerare che l’affidabilita’ di questi test dipende dalla carica virale. Riescono cioe’ a identificare l’infezione soltanto se le copie del materiale genetico del virus sono superiori a un milione in un millilitro del materiale biologico prelevato con il tampone. “Di conseguenza – osserva Broccolo – almeno nel 50% dei casi danno un falso negativo”.
TEST MOLECOLARI: danno la risposta in circa otto ore e costano intorno a 50 euro. Vanno a cercare direttamente la presenza del materiale genetico del virus SarsCoV2, amplificandolo con la tecnica della Reazione a catena della polimerasi (Pcr). Permettono percio’ di avere una fotografia dell’infezione e la loro sicurezza e specificità nella diagnosi è del 99%.

TEST SALIVARI MOLECOLARI: cercano il materiale genetico del virus nella saliva e danno il risultato in circa 8 ore, con un costo medio di 50 euro.

TEST SALIVARI MOLECOLARI CON IL METODO POOLING CON ANALISI IN LABORATORIO: sono test che analizzano simultaneamente piu’ campioni (in media 5), abbattendo in questo modo tempo e costi, con un costo medio di 10 euro, il tempo utilizzato e’ sempre di otto ore.

TEST SALIVARI MOLECOLARI CON IL METODO POOLING CON ANALISI DA REMOTO: riescono a ridurre a circa due ore anche i tempi per il risultato, con un costo medio di 7 euro. Sul luogo del prelievo, i campioni di saliva vengono introdotti in un dispositivo collegato con un laboratorio di riferimento e certificato. Sensibilità e specificità sono superiori al 99%, ma non sono diffusi in quanto non sono stati trasferiti i protocolli di messa a punto per lo screening su saliva per i laboratori pubblici e privati. Alcune Regioni, però , stanno lavorando per adottarli.