Napoletano pestato a sangue in hotel: morto dopo 9 giorni di agonia

Napoletano pestato a sangue in hotel: morto dopo 9 giorni di agonia

Stando a quanto emerso, in tre lo avrebbero aggredito per un debito non pagato. Aveva 45 anni


RIMINI/NAPOLI – Pestato a sangue in un albergo della Riviera romagnola, per un debito di settemila e cinquecento euro. E’ morto ieri Antonino Di Dato, napoletano di 45 anni dopo che il 3 novembre scorso aveva subito una violentissima aggressione e poche ore dopo la polizia aveva fermato tre dei quattro componenti della spedizione punitiva organizzata. Di Dato è un personaggio di un certo rilievo nel panorama criminale romagnolo ed era già stato indagato in quanto componente del clan Romanelli che nel 2019 fu protagonista di una guerra tra cellule di camorristi (l’altra era quella dei Contini) che si contendevano diversi affari nel riminese.

La squadra mobile, diretta dal vice questore aggiunto Matia Falso, aveva già in corso una serie di indagini avviate dopo il pestaggio, ma con la morte della vittima si è deciso di adottare i fermi, emessi dal procuratore aggiunto di Rimini, Paolo Gengarelli, per evitare il rischio di fuga degli assassini.

In manette sono quindi finiti, due italiani di 52 e 44 anni e un croato di 42, mentre il quarto indagato, un bosniaco di 46 anni è ancora ricercato essendosi rifugiato all’estero immediatamente dopo il pestaggio. Di Dato era stato raggiunto nell’albergo dove il 3 novembre era stato colpito più volte alla testa e al torace con calci, pugni ed anche con un bastone di metallo dai due slavi, che pretendevano la restituzione  del denaro. Mentre tutto ciò avveniva i due italiani controllavano che nessuno dei testimoni presenti – ospiti dell’albergo – potesse allontanarsi o allertare le forze dell’ordine. La vittima è stata pestata per una ventina di minuti e i quattro smisero soltanto quando lo videro ormai privo di coscienza, portandogli via il portafoglio.

A causa delle gravissime ferite, quella sera stessa il 45enne fu trasportato in coma al Bufalini di Cesena, dove è morto dopo nove giorni. Gli investigatori hanno individuato l’intero gruppo di criminali grazie alle testimonianze dei presenti e all’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti in zona, che hanno ripreso l’arrivo dei quattro all’hotel e il loro allontanamento. Due degli indagati, a cui è stato contestato l’omicidio, sono stati fermati a Riccione, il terzo a Rimini.

FONTE: REPUBBLICA.IT