Prelevava illegalmente datteri mare, chiesti 12 anni per pescatore di frodo nel napoletano

Prelevava illegalmente datteri mare, chiesti 12 anni per pescatore di frodo nel napoletano

In corso il processo al Tribunale di Napoli


Un fermo immagine tratto da un video della guardia di finanza di Napoli, 23 marzo 2021: La Procura di Napoli e della GdF ha notificato 19 misure cautelari con l'accusa di devastazione ambientale attuata per scavare dalle rocce del Porto di Napoli e anche dei Faraglioni di Capri per prelevare dalle rocce i "datteri di mare", molluschi che vengono estratti picconando e infliggendo un grave danno all'ecosistema marino. Secondo quanto accertato da un pool di esperti che hanno fatto da consulenti agli inquirenti, è emerso le operazioni illegali di prelievo hanno desertificato l'ecosistema che si trovava sul 48% delle pareti dei faraglioni che si trovano sott'acqua. Si tratterebbe di un procedimento senza precedenti. ANSA/GUARDIA DI FINANZA EDITORIAL USE ONLY NO SALES

NAPOLI – E’ Catello Avella, il datteraio di Castellammare di Stabia accusato di avere devastato i fondali di Punta Campanella. Durante la requisitoria nel processo ai pescatori di frodo in corso al Tribunale di Napoli, il pubblico ministero, Giulio Vanacore ha sostenuto nei suoi confronti l’accusa di disastro ambientale.

La richiesta del pm è di 12 anni di reclusione, 12 mila euro di multa, confisca dei mezzi e degli strumenti utilizzati per prelevare il dattero di mare dall’Area Marina Protetta Punta Campanella.. I soldi e i mezzi sequestrati all’imputato dovranno essere destinati ad attività dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, per il monitoraggio della costa devastata.

Su Catello Avella pesano numerosi precedenti specifici: è ritenuto dalla Procura un soggetto di caratura criminale, legato alla criminalità organizzata di Castellammare di Stabia. Durante le intercettazioni telefoniche è emerso che i luoghi in cui operava erano Punta Scutolo, nel Comune di Vico Equense, Punta Campanella e Capri. I reati attribuiti ai datterai sono di disastro e inquinamento ambientale e danneggiamento, con l’aggravante di aver commesso il fatto in area protetta.